[AbbaSaNTa] Siti e musei chiusi. I lavoratori in agitazione rivendicano la stabilizzazione.

Il 12 giugno 2008 si è tenuta presso il Nuraghe Losa di Abbasanta una conferenza stampa indetta dai lavoratori che prestano servizio nei Beni Culturali della Sardegna.
Il tema posto all’attenzione dei giornalisti è stato quello della necessità della stabilizzazione degli operatori dei Beni Culturali.
Gli occupati che fin dal 1985 garantiscono i servizi nei luoghi della cultura, nonostante una legge di settore (14/2006), vedono seriamente minacciato il proprio posto di lavoro per la cronica situazione d’incertezza in cui versa il comparto e per le ventilate gare d’appalto che non garantirebbero nessuno dei lavoratori occupati.
Il lavoro, l’esperienza, la professionalità di chi da decenni gestisce importanti risorse culturali della Sardegna, non rappresenta un valore agli occhi dei preposti alla tutela, valorizzazione, promozione della cultura isolana.
Molti lavoratori hanno già perso il posto di lavoro, mentre gli altri sono già in possesso della lettera di licenziamento conseguente alla mancanza di erogazioni certe. I finanziamenti regionali sono, infatti, garantiti solo al 30 settembre 2008.
Dopo ripetuti tentativi di dialogo con una Regione che pare mossa solo da situazioni contingenti e non da una progettualità meditata, i lavoratori hanno deciso di prendere in mano la situazione e il loro futuro, col sostegno delle centrali cooperative e dai sindacati dei lavoratori. Da Sant’Antioco a Luras, passando per il Nuraghe Losa di Abbasanta, si attuano, dunque, azioni più visibili.
Da qui in avanti, in attesa che la rivendicazione trovi adeguata risposta anche nel Piano Operativo Regionale in via di predisposizione, sono state attuate e verranno attuate diverse azioni: è di ieri la serrata dei siti aderenti al comitato “Nessuno a Casa”, in cui è stato garantito esclusivamente il presidio delle aree archeologiche e dei musei.
Seguiranno una serie di incontri nelle Province tra operatori e amministratori al fine di raccogliere il massimo consenso attorno alla rivendicazione.
Qualora fossero disattese le istanze della rivendicazione il comitato minaccia l’attuazione di ulteriori azioni di lotta che coinvolgeranno tutto il comparto regionale.



















Commenti Recenti