[Capoterra] Diario di un’apocalisse


Brutto risveglio oggi (ieri NDR), a causa di un violento nubifragio, abbattutosi dalle prime ore dell’alba su Cagliari ed il suo hinterland, causando numerosi danni con allagamenti e disagi ai trasporti (auto, treni e aerei).  

Solo nella tarda mattinata l’intensità della pioggia é diminuita ma la situazione resta critica, con allagamenti e blocchi delle strade. A causa di un fulmine che ha colpito una centralina, è mancata, per diverse ore e in diverse zone, l’energia elettrica mentre in alcuni centri, i più colpiti Capoterra e Monserrato, senza dimenticare Sestu, Cagliari, Assemini ed Elmas, numerose le case allagate e per soccorrere gli abitanti, alcuni dei quali rifugiati sul tetto, sono dovuti
intervenire i mezzi anfibi dei Vigili del Fuoco.

Alcune strade di collegamento con Cagliari sono bloccate, altre chiuse, altre ancora hanno subito limiti alla circolazione.

Numerose difficoltà anche nei trasporti: un treno con 500 pendolari é rimasto bloccato vicino alla stazione di Cagliari e solo grazie ai tecnici delle Ferrovie è stato possibile giungere al capolinea; mentre alcuni voli sono stati cancellati dall’aeroporto di Elmas o dirottati verso l’aeroporto di Alghero. Nelle zone più colpite dal nubifragio stanno operando uomini e mezzi della Brigata Sassari, oltre a Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco.

Purtroppo da segnalare anche tre vittime e un disperso: due donne e un uomo. Speranza Sollai, di 85 anni è annegata nella sua abitazione di Capoterra. Altre due persone, un uomo e una donna, sono state trovate morte nel pomeriggio: un allevatore di 66 anni, Mariano Spiga, affogato nella propria auto nei pressi di Sestu, mentre percorreva una strada secondaria, e Alicia Zucca, trovata anche lei morta per annegamento a Frutti d’Oro. Antonello Porcu, inizialmente dato per morto, sarebbe ancora disperso. La notizia del rinvenimento del suo corpo – fanno sapere dalla prefettura – è dovuta ad una errata interpretazione della comunicazioni radio.

Io stamattina presto sono stata bloccata dal tempestivo e miracoloso intervento del buon Matteo, “Non ti venga in mente di venire a Capoterra. Secondo me succede un’altra alluvione. C’è un casino! Piove e ci sono le strade come fiumi … è impensabile mettersi alla guida con questa pioggia. È spaventosa a vederla!”, che insistendo perché non mi muovessi da Cagliari mi ha evitato il peggio.

Una collega, infatti, ignara dell’apocalisse, si è messa in viaggio ed è stata sbalzata con l’auto dall’acqua (la strada che percorriamo ogni giorno verso Capoterra è tra il mare e lo stagno) fuori strada in cunetta. L’auto si è ribaltata e lei grazie all’arrivo in quel momento di due giovani è stata salvata.

C’è una mobilitazione generale, tutti a lavorare insieme con la Protezione Civile, anche se la colpa come tutti dicono è del Comune che non ha fatto nulla per evitare la situazione. E’ il commento più frequente, a parte la disperazione. Solo brutte notizie: “Guarda … un’apocalisse … non ti puoi immaginare, fango e strade distrutte, gente che si svuota le case dal fango! Pietre e detriti dappertutto”.

Senza trascurare la grave notizia del pericolo del livello dell’acqua della diga di Santa Lucia, nelle montagne che sovrastano Capoterra, che è salito tanto da poter rendere necessaria l’evacuazione della parte più bassa del paese.

Poche ore fa anche la notizia della SS 195: eroso dalla violenza dell’acqua che continua a defluire in direzione del mare, è crollato un tratto della carreggiata della statale 195, la strada che collega Cagliari con Capoterra e tutte le località sulla costa sud-occidentale
della Sardegna. Il manto stradale si è letteralmente dissolto, lasciando solo una piccolissima striscia, percorribile con pericolo anche a piedi, a poche decine di metri dal bivio per Capoterra.

Nel tratto di strada crollato la 195 passa tra una zona palustre (l’area occidentale dello stagno di Santa Gilla), e il mare. Dopo l’interruzione della provinciale 91 e della 195, Capoterra può essere raggiunta solo attraverso le bretelle di collegamento con l’area industriale del Casic e la statale 130.

Mai avuto così tanta paura. Mai sentita così terrorizzata. Quando ho visto la pioggia che cadeva insistente e minacciosa dal cielo. Un cielo nero e grigio che faceva paura anche al demonio. Quando ho visto l’acqua fangosa che scorreva lungo la via cancellando il nero dell’asfalto. Quando ho sentito la povera Monica sconvolta per aver rischiato di morire. Quando ho ascoltato il racconto terribile di Marcella che mi raccontava della macchina sbalzata via dalla forza dell’acqua e ribaltata come una foglia secca. Quando ho ricevuto la notizia di quel palazzo all’ingresso del paese crollato sotto la forza impetuosa dell’acqua e all’idea che lì dentro ci fosse qualcuno a me caro.

È stato terribile. È stato terribile e doloroso. Terribile e così lo è ogni istante che passa e ricevo gli aggiornamenti. Adesso il cielo è azzurro e c’è un sole alto e luminoso e caldo, ma non c’è da fidarsi!
Adesso è notte e c’è una strana atmosfera. La mobilitazione è generale. C’è silenzio. e rumore al contempo. un silenzio pesante che fa temere altra pioggia prevista per la notte. ma per ora niente.

Rumore di solidarietà e di gente instancabile che sembra darsi da fare per far passare al più presto questa notte. Chi può si dà da fare e dà una mano con le mani nude o con i propri mezzi o semplicemente dando la sua voce e la sua mano per rispondere al telefono o dare informazioni o smistare richieste d’aiuto e fare le stime dei primi danni.

Il sindaco ha la faccia sfatta e la stanchezza è decisamente l’ultimo dei suoi pensieri.

Si parla del più e del meno si cerca di non pensare al peggio ma l’occhio e la mente non fanno che andare sempre lì a quelle immagini e il tuo cuore per quanto forte per quanto tu gli dica di farsi forte in certi momenti te lo senti sciogliere e vorrebbe scappare via per non sopportare più.

Speriamo che la notte passi al più presto possibile il più tranquilla possibile. Speriamo che arrivi presto un altro giorno e gli aiuti che si aspettano. Aiuti seri di uomini e mezzi.

Per adesso è tutto. sono profondamente colpita da quello che sta succedendo che se anche non sono cittadina di capoterra è ormai la mia seconda patria.


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