Anche a me, che non l’ho visto nascere, “Su Barralliccu” sembra comunque un bel risultato. Capisco le perplessità di Jemp, e pur non potendo per prima “garantire” una corrispondenza biddaia vera e propria spero comunque di poter supplire con qualche altro modesto contributo ;))))
I numeri sono molto incoraggianti.
Un dubbio, il cui copy right va a Regina Madry: come mai moltissimi lettori e pochi commenti? Da cosa mai dipenderà?
Per quanto riguarda la progettualità, questa presuppone in tutti la stessa tensione che anima te, Jemp. E questa tensione non c’è in tutti, è evidente…
E il resto delle mie considerazioni alla prossima puntata ;)
Forza gente: commentate!
Dimenticavo: parlare del proprio paese, criticamente, può essere molto faticoso…
devo dire che su barralliccu è un ottimo punto di riferimento e invito fondatori e amici dei fondatori a non abbassare mai la guardia!
Per quanto mi riguarda ogni qualvolta l’argomento risulta interessante leggo volentieri gli articoli e quando poi, come in questo caso, si anima la discussione state pur certi che lascerò volentieri un commento.
In linea generale non amo i commenti che distruggono senza cercare di lasciare sul tavolo una soluzione. Preferisco che parlare dei panni sporchi possa portare a cercare di scegliere il detersivo migliore più che lasciarsi andare a discutere sul colore dello sporco.
Se devo parlare del mio paese, Nuraminis, vedo un paese in apparenza sereno ma con tanta tensione dentro, tanta paura di essere accoltellati alle spalle che spesso fa si che il potenziale accoltellato per evitare questa sorte preferisce scoccare il primo colpo. E così via all’infinito vedere azioni che non stanno nè in cielo nè in terra. Nuraminis ha una storia importantissima dietro ed è fondamentale andare nella stessa direzione per crescere e il senso critico, ormai allenatissimo da una tradizione perfino estrema, dovrebbe portare a puntare a un miglioramento e non a un fasciarsi la testa.
In ogni caso ipotizzo che nei prossimi dieci anni succederà qualcosa di inaspettato e si riesca a tornare a livelli interessanti di tenore di vita. Naturalmente è quello che spero.
Un saluto a tutti i nuraminesi e a tutti gli amici de Su Barralliccu
p.s. non ho riletto quello che ho scritto, spero di non avere scritto troppe cavolate!
Mi sento felice, orgogliosa, colpevole, materna, delusa e molto altro insieme.
Io questo figlio che ho abbandonato lo amo di amore materno, continuo ad osservarlo da vicino e a volte quasi mi dimentico che e’ anche mio, che potrei ogni tanto aggiustargli la camicia dentro i pantaloni e riavviargli i capelli prima che esca a giocare in piazza.
Da cosi lontano, oltre a fare aumentare i pallini rossi sulla destra del mappamondo, mentre cerco di imparare un paese cosi diverso eppure cosi stranamente simile ai nostri paesi, spero di tornare a vivisezionare la mia bidda, che in fondo – con quello che mi ha insegnato, con le persone che mi ha fatto trovare intorno, sopra e sotto nell’albero genealogico – e’ una delle ragioni per cui sono qui.
Ottimo lavoro, Barralliccu!!
P.S. Quanto ai panni stesi, negli Usa li stanno riscoprendo (dopo la dieta mediterranea e le auto piccole):
consiglio una lettura molto stimolante
Rivincita dei panni stesi antidoto all’inquinamento (Mario Calabresi, 21 aprile 2008)
http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=9278
Luglio 2, 2008 a 1:41 pm
esageratamente vero…parlare del propio paese attira antipatie