[Siamo tutti tombaroli!] Ma prima o poi ne becco uno…

Acchiappa il tombarolo.
Cosa succede quando un ente locale non valorizza il proprio patrimonio archeologico e culturale?
Succede che ci pensa qualcun altro.
Di notte.
Ritrovamenti
Le cose indicate all’art. 10 Codice dei beni culturali e del paesaggio da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo (…), appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o del patrimonio indisponibile, ai sensi degli articoli 822 e 826 del codice civile.
Premio per il ritrovamento
Il ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate:
a) al proprietario dell’immobile dove è avvenuto il ritrovamento;
b) al concessionario dell’attività di ricerca, ai sensi dell’articolo 89*;
c) allo scopritore fortuito che ha ottemperato agli obblighi previsti dall’articolo 90*.
Combatti il tombarolo
Il tombarolo distrugge i siti archeologici.
E rapina una comunità della sua storia, della sua identità, delle sue radici.
Vende la tua storia e le tue radici, ne fa smercio, baratto, guadagno.
Sei d’accordo con me o col tombarolo?
Siamo tutti tombaroli!
Non si può pensare che tutto debbano farlo le istituzioni. E’ (anche) la gente che deve presidiare il suo territorio, difenderlo, fotografarlo, conoscerlo, farlo conoscere. Ma se una comunità lascia che i suoi siti archeologici vengano rivoltati, svuotati e infine distrutti dai tombaroli, quella comunità è connivente con i tombaroli.
Siamo tutti tombaroli!
Gli articoli citati sono quelli del “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004 – Supplemento Ordinario n. 28

















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