Posted by: JeMp on: Giugno 6, 2008
Ecco come venne segnalato dall’Unione Sarda il ritrovamento della pregevole tomba bizantina, nell’agro tra Nuraminis e Villagreca (perdonateci, ma non siamo riusciti a reperire la data esatta di pubblicazione dell’articolo, a causa di un file parzialmente danneggiato). Ecco l’articolo:
Nuraminis. L’archeologa: è stata già visitata vandali. Scoperta tomba bizantina. Campagna di scavi della Soprintendenza
Importante scoperta archeologica nelle campagne fra Nuraminis e Villagreca. Una sepoltura dell’alto periodo medievale (bizantino) è stata rinvenuta e portata alla luce nella zona Is Perderas con una campagna di scavo concertata tra il comune e la Soprintendenza ai beni archeologici di Cagliari.
La tomba, a camera interrata e con pozzo d’accesso, è costruita in blocchi di tufo e con pietrame più piccolo. «Una tomba dalla fattura molto accurata», dice Donatella Salvi, che ha diretto gli scavi di Is Perderas, «purtroppo già visitata dai tombaroli prima delle nostre operazioni».
Sconvolte dalle incursioni dei tombaroli le ossa (più di un individuo vi era sepolto) e nessuna traccia di eventuali suppellettili e arredi funerari.
Non arrivano a dieci in tutta la Sardegna le tombe di questo genere. Sant’Antioco, Villasor, Quartucciu, Decimoputzu, Samassi, Siapiccia, Tratalias e Cagliari (San Saturno) gli altri luoghi di rinvenimento. «Tombe che si trovano in un’area di espansione alle spalle di Cagliari», aggiunge Donatella Salvi, «in corrispondenza di altre testimonianze bizantine».
E proprio la posizione della tomba di Is Perderas (Marinella Olla, Marco Piras, Lucio Cabras ed Elisabetta Melis gli altri artefici degli scavi) va a confermare le indicazioni sulla presenza nella zona di una chiesa altomedievale dedicata a San Costantino (da qui l’agiotoponimo rimasto ancora oggi nella zona campestre a sudest di Villagreca) di cui nella parrocchiale di Nuraminis si conservano alcuni frammenti di un archetto di ciborio.
Ora, come ha auspicato l’archeologa Salvi, per questa importante testimonianza del nostro passato urge un’adeguata sistemazione. Una recinzione, la copertura ed un pannello con l’indicazione dei dati salienti.
Ignazio Pillosu
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Per qualche anno il sito è stato coperto da tavole di legno, e circondato da una molto provvisoria rete metallica. L’anno scorso ho cercato di tornare a trovarlo, per vedere “come stava”. Ma era ormai sommerso da una piantagione di carciofi.
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Albeo theme by Design Disease
Giugno 6, 2008 a 3:37 pm
Circa 2003.
A questo punto ci sono alcune domande da farsi:
1-E’ stato posto il vincolo di tutela?
2-Cosa hanno fatto le varie amministrazioni per valorizzarloa?
3-Sono stati presentati progetti alla RAS per loa sua valorizzazione?
E per finire: secondo la legge, il proprietario del terreno dove è stato in essere il ritrovamento ha, per legge, diritto a:
a) Il premio di ritrovamento (se ne ha segnalato la presenza)
b) Un risarcimento per il non utilizzo del pezzo di terreno interessato alla scoperta.
Cosa è stato fatto di tutto questo?
Cercheremo di rispondere a tutte queste domande.