[Nuraminis-Villagreca] Le favette alla Bizantina
Non si finisce mai di stupirsi.
L’amico Giorgio, che è diventato il mio”occhio sul mondo”, reduce dall’ennesima passeggiata a Su Nuraxi (che vi racconterò quanto prima) continua ad imbattersi in una marea di vestigia antiche, ai più sconosciute.
La cosa incredibile è che tutti i siti archeologici sull’agro di Nuraminis sono stati catalogati anni orsono dalla Soprintendenza Archeologica di Cagliari per conto dell’Amministrazione del Comune di Nuraminis e poi dimenticati.
Esiste anche un sito internet (lentissimo) dove sono descritti parte di questi siti archeologici con addirittura i percorsi da fare per poterli visitare.
Purtroppo questo sito web è praticamente irragiungibile nel senso che ci si arriva (forse) solo dopo una ricerca su Google sapendo quello che si cerca (oppure per sbaglio).
Per il resto non esiste neppure uno straccio di cartello che indichi l’ubicazione, si va per sentito dire o, se preferite, all’avventura (magari chiedendo informazioni a pastori o agricoltori nell campagne).
E’ incomprensibile.
In un periodo dove i posti di lavoro scarseggiano e l’economia è asfittica, l’avere tanto ben di Dio archeologico è un po’ come aver fatto 6 al Superenalotto.
Valorizzati come si deve questi siti possono portare molti posti di lavoro (cantieri di scavo) e tanto turismo, quindi un incremento economico del paese, cosa che, di questi tempi, non è da buttare via.
Ma questo sarà oggetto di un prossimo articolo.
Torniamo ai nostri siti e ad uno in particolare: la tomba bizantina del VII-VIII secolo, preziosissima e fatta anche oggetto di studi e (se non ricordo male) parzialmente restaurata, attualmente si trova sotto una piantagione di fave.
Invece il pozzo sacro di Santa Maria adesso ha cambiato professione: attualmente fa la discarica abusiva.
Ma si può?
















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