[Cabras-Sardegna] Lo “Scoop mondiale” di Monte Prama

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Recentemente ho avuto modo di vedere lo “scoop mondiale” di TeleIndipendentzia su YouTube che mi ha colpito per il commento, in cui si denuncia il fatto che per 30 anni le statue di Monte Prama sono state tenute nascoste, addirittura in un sottoscala, dalla Sopraintendenza Archeologica di Cagliari e soltanto grazie alla Sopraintendenza di Sassari hanno potuto rivedere la luce.
A fronte di queste dichiarazioni sono andato a verificare la cosa presso la Sopraintendenza di Cagliari e ne è uscita fuori una verità completamente diversa.
Alla mia domanda su come mai questi reperti sono stati tenuti nascosti per 30 anni, mi hanno accompagnato in biblioteca per mostrarmi qualcosa di veramente interessante.
Partendo da lontano, da libro del Lilliu del 1977 in cui vi erano già le foto (in quantità) delle statue!
Con tanti saluti allo “scoop mondiale”…..
Prima di continuare meglio sgombrare il campo da equivoci: di statue intere non ne esistono, esistono una marea di frammenti più o meno grandi di arenaria (pietra abbastanza fragile e delicata) che dovranno essere rimessi insieme pezzo a pezzo.
Ma torniamo alla documentazione: una bella mole di pubblicazioni ed una valanga di fotografie, documentazioni di convegni sulla materia. Insomma una quantità di scritti sulle statue che ci vorrebbe un mese a leggerli tutti.
E senza contare il fatto che i frammenti con minori problemi di conservazione delle statue sono state sempre esposte al Museo di Cagliari.
Il tema del restauro è un argomento dolente ma facilmente spiegabile.
Un laboratorio di restauro costa una quantità di soldi spaventosa e Cagliari non ne ha mai avuto uno degno di tal nome. Il perchè? Semplice: non sono mai stati stanziati i fondi per realizzarlo; però, in tempi recenti, Sassari è riuscito a dotarsi di un laboratorio di restauro tra i migliori d’Italia e quindi i reperti da restaurare sono stati inviati a Sassari.
Questa è, in sintesi, la storia (tutta facilmente documentabile peraltro) delle statue di Monte Prama.
Che è esattamente il contrario di quanto affermato nel video di TeleIndipendentzia.
Come la mettiamo?

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7 Risposte a “[Cabras-Sardegna] Lo “Scoop mondiale” di Monte Prama”

  1. JeMp Dice:

    SeuDeu ti rispondo con le stesse parole con cui abbiamo dialogato per mail.

    1. Ammetterai che se è possibile creare “miti” come questi, o fraintendimenti di questa natura è proprio perchè chi di dovere non ha comunicato a sufficienza i risultati del proprio lavoro. La comunicazione è funzionale infatti a qualsiasi attività di valorizzazione del bene culturale, e mette al riparo chi se ne fa promotore da sospetti e illazioni come quelli (veri o presunti) che riguardano monti prama….

    2. mi viene difficile trovare in rete l’indirizzo web della soprintendenza archeologica di cagliari. perchè non si ha nemmeno un portale per dare notizia delle proprie attività? anche questo è addebitabile ai “politici” che non danno soldi? Ti assicuro che le soprintendenze cugine di ambito archivistico non hanno più finanziamenti, però sono molto attente a mettere in rete il proprio lavoro, per dare conto alla cittadinanza di come gli scarsissimi finanziamenti loro destinati vengano spesi.

    3. E’ ovvio che il messaggio di quelli dell’IRS è assolutamente politicizzato essendo loro un partito.
    Però il tema della mancanza di informazione c’è tutto.

  2. SeuDeu Dice:

    Caro Jemp, forse non hai letto bene l’articolo.
    Il fatto che esistano pubblicazioni, convegni e quant’altro mi sembra che faccia cadere il discorso di scarsa informazione.
    Diciamocela tutta: ma quando mai la “terza pagina” (solitamente ricettacolo informativo di cose di questo genere) è stata assiduamente letta in un giornale?
    La notizia fa rumore solo per una ragione: c’è del sensazionalismo che solletica l’opinione pubblica e ne tiene viva l’attenzione, diversamente sarebbe passerebbe nell’indifferenza generale, come tante altri avvenimenti della nostra cultura.
    Per quanto riguarda la visibilità su web, posso darti ragione anche se il discorso web viene fatto dalle istituzioni in maniera complessa e poco comprensibile ai più. Trattandosi di progetti “omogenei” ci vuole una vita perchè questi prendano piede, nel frattempo, nel caso in cui l’ente locale abbia una buona dose di autonomia, si mettono su dei portali “estemporanei” o, usando la terminologia web “unofficial” in attesa che la burocrazia si svegli.
    Quindi, penso ancora per un bel pezzo, la comunicazione su queste cose verrà affidata dagli enti alla carta stampata o alle tv e, garantito che queste notizie non avranno la prima pagina.
    A meno di non vestirle di un falso sensazionalismo.

  3. JeMp Dice:

    seudeu, non faccio nessun appunto sulla presenza di articoli scientifici (e anzi sto preparando una piccola sintesi delle pubblicazioni sul tema).
    Purtroppo però gli articoli per gli addetti ai lavori non esauriscono gli ambiti delle attività necessarie alla valorizzazione delle opere e del lavoro svolto su queste dagli operatori specializzati.
    Ripeto, esistono in rete altri complessi e articolati lavori, ancorati a rigorosi criteri scientifici e dunque non esposti alla critica di superficialità e di sensazionalismo, che mostrano come sia possibile informare TUTTI su ciò che si realizza senza per questo essere succubi della moda del momento o della pressione politica.
    Ti basta ad esempio fare un giro in rete e vedrai come sono attivi i portali web di altre soprintendenza archivistiche italiane, che danno conto delle proprie attività, degli scavi attivi, delle pubblicazioni scientifiche che li riagurdano e quant’altro.
    Ho letto bene l’articolo, e se tu hai letto bene il mio commento, vedrai che io non avanzo dubbi sul lavoro della soprintendemza.
    Dico che la disinformazione che monta in questi mesi è figlia (anche) della mancanza di strumenti informativi più efficaci, scientificamente rigorosi e facilmente rintracciabili, dalla cittadinanza.
    Strumenti che non sono stati prodotti dagli enti che avrebbero dovuto lavorare in questo senso. Ripeto, il fatto che non esista nemmeno un sito internet della soprintendenza, mi sembra un fatto che parli più di mille discorsi.

  4. SeuDeu Dice:

    Allora, il link esatto è questo:
    http://www.sardegna.beniculturali.it/
    Consiglio di farci un giro così vi renderete conto che le cose ci sono ma è allucinante il sistema di ricerca.
    Meglio di niente, considerando che è un sito istituzionale.

  5. SeuDeu Dice:

    Meno male che non tutti i siti istituzionali sono uguali, staremmo freschi..
    Andando a frugare qui:
    http://www.sardegnacultura.it/j/v/290?v=9&s=7&c=2510&c1=2724&n=1000&na=1&qp=2&p=0
    ovvero dentro il sito della Regione Sardegna ho scovato il libro di Lilliu che parla delle statue dei Monti Prama e, udite udite:
    LIBERAMENTE SCARICABILE e consultabile e/o stampabile da Pdf.
    L’argomento è trattato da pagina 135 a pag 235. Buona lettura.

  6. Marco Dice:

    Ciao SeuDeu concordo con tutto quello che hai scritto. Dopo aver visto il video di http://www.teleindipendentzia.net mi sono documentato perchè obbiettivamente è una storia assurda. Ho trovato tante immagini dei giganti, ho letto il libro il libro di Lilliu e so anche che una testa era esposta nel museo di Cagliari. Credo allo stesso tempo però che si debbano scindere due discorsi. Teleindipendentzia parla di VIDEO in esclusiva mondiale ed in effetti l’unico video è il loro. Non ci sono altri documenti che testimoniano tutti i reperti “catalogati” sui tavoli a Sassari. Poi che sia un video schierato è ovvio. Non è un lavoro giornalistico e credo che questo non fosse nemmeno il loro intento. Il secondo discorso è il fatto che hanno avuto il merito, insieme al giornale di Sardegna, di fare venire a galla questa storia. E’ inutile dire che gli addetti ai lavori sapevano già tutto. Non è questo il fatto. La cosa importante è che la stragrande maggioranza dei sardi non sapesse niente! Probabilmente se sono arrivati i finanziamenti a Sassari, se hanno iniziato i restauri con così tanta fretta è anche perchè l’opinione pubblica è stata informata e ha fatto pressioni. I trent’anni nello scantinato sono passati nell’indifferenza di tutti, studiosi compresi.
    Parlare di finto scoop mondiale o di storia “artefatta” non fa vedere il vero problema di informazione che c’è stato. E’ un discorso che gioca a loro favore. Si è lasciato un tema così importante agli indipendentisti che purtroppo l’hanno sfruttato bene. Più qualcuno prova a smontarli attraverso queste piccolezze e più loro acquistano importanza perchè obiettivamente se ne parliamo è anche merito loro. La politica vera (se ancora esiste) non ha fatto niente. Nessuno ha capito l’importanza di questa storia, e per quanto mi possa dare fastidio, sono intellettualmente onesto, nel dare merito a irs.

  7. Marco Dice:

    Ciao SeuDeu!
    Hai visto l’ultimo documentario di irs?
    http://www.teleindipendentzia.net
    Hanno dato voce alle soprintendenze e forse sarebbe stato meglio di no, vista l’ammissione.

    E’ vergognoso.

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