Posted by: Giorgio on: Febbraio 14, 2008
Recentemente ho avuto modo di vedere lo “scoop mondiale” di TeleIndipendentzia su YouTube che mi ha colpito per il commento, in cui si denuncia il fatto che per 30 anni le statue di Monte Prama sono state tenute nascoste, addirittura in un sottoscala, dalla Sopraintendenza Archeologica di Cagliari e soltanto grazie alla Sopraintendenza di Sassari hanno potuto rivedere la luce.
A fronte di queste dichiarazioni sono andato a verificare la cosa presso la Sopraintendenza di Cagliari e ne è uscita fuori una verità completamente diversa.
Alla mia domanda su come mai questi reperti sono stati tenuti nascosti per 30 anni, mi hanno accompagnato in biblioteca per mostrarmi qualcosa di veramente interessante.
Partendo da lontano, da libro del Lilliu del 1977 in cui vi erano già le foto (in quantità) delle statue!
Con tanti saluti allo “scoop mondiale”…..
Prima di continuare meglio sgombrare il campo da equivoci: di statue intere non ne esistono, esistono una marea di frammenti più o meno grandi di arenaria (pietra abbastanza fragile e delicata) che dovranno essere rimessi insieme pezzo a pezzo.
Ma torniamo alla documentazione: una bella mole di pubblicazioni ed una valanga di fotografie, documentazioni di convegni sulla materia. Insomma una quantità di scritti sulle statue che ci vorrebbe un mese a leggerli tutti.
E senza contare il fatto che i frammenti con minori problemi di conservazione delle statue sono state sempre esposte al Museo di Cagliari.
Il tema del restauro è un argomento dolente ma facilmente spiegabile.
Un laboratorio di restauro costa una quantità di soldi spaventosa e Cagliari non ne ha mai avuto uno degno di tal nome. Il perchè? Semplice: non sono mai stati stanziati i fondi per realizzarlo; però, in tempi recenti, Sassari è riuscito a dotarsi di un laboratorio di restauro tra i migliori d’Italia e quindi i reperti da restaurare sono stati inviati a Sassari.
Questa è, in sintesi, la storia (tutta facilmente documentabile peraltro) delle statue di Monte Prama.
Che è esattamente il contrario di quanto affermato nel video di TeleIndipendentzia.
Come la mettiamo?
Ciao SeuDeu concordo con tutto quello che hai scritto. Dopo aver visto il video di http://www.teleindipendentzia.net mi sono documentato perchè obbiettivamente è una storia assurda. Ho trovato tante immagini dei giganti, ho letto il libro il libro di Lilliu e so anche che una testa era esposta nel museo di Cagliari. Credo allo stesso tempo però che si debbano scindere due discorsi. Teleindipendentzia parla di VIDEO in esclusiva mondiale ed in effetti l’unico video è il loro. Non ci sono altri documenti che testimoniano tutti i reperti “catalogati” sui tavoli a Sassari. Poi che sia un video schierato è ovvio. Non è un lavoro giornalistico e credo che questo non fosse nemmeno il loro intento. Il secondo discorso è il fatto che hanno avuto il merito, insieme al giornale di Sardegna, di fare venire a galla questa storia. E’ inutile dire che gli addetti ai lavori sapevano già tutto. Non è questo il fatto. La cosa importante è che la stragrande maggioranza dei sardi non sapesse niente! Probabilmente se sono arrivati i finanziamenti a Sassari, se hanno iniziato i restauri con così tanta fretta è anche perchè l’opinione pubblica è stata informata e ha fatto pressioni. I trent’anni nello scantinato sono passati nell’indifferenza di tutti, studiosi compresi.
Parlare di finto scoop mondiale o di storia “artefatta” non fa vedere il vero problema di informazione che c’è stato. E’ un discorso che gioca a loro favore. Si è lasciato un tema così importante agli indipendentisti che purtroppo l’hanno sfruttato bene. Più qualcuno prova a smontarli attraverso queste piccolezze e più loro acquistano importanza perchè obiettivamente se ne parliamo è anche merito loro. La politica vera (se ancora esiste) non ha fatto niente. Nessuno ha capito l’importanza di questa storia, e per quanto mi possa dare fastidio, sono intellettualmente onesto, nel dare merito a irs.
Ciao SeuDeu!
Hai visto l’ultimo documentario di irs?
http://www.teleindipendentzia.net
Hanno dato voce alle soprintendenze e forse sarebbe stato meglio di no, vista l’ammissione.
E’ vergognoso.
secondo me non ha nessuna scusante il fatto che molto tempo fa (credo una ventina d’anni) alcuni grossi frammenti di statue fossero esposti al museo di cagliari, e che poi siano scomparsi senza che se ne sapesse nulla, senza che restassero a disposizione di chi le volesse studiare (a parte Lilliu che ne scrisse una panoramica molto superficiale in una pubblicazione).
Questi signori ricevono sicuramente pochi soldi, ma non si vergognano di compiere azioni che non avrebbero il diritto di decidere, pur di destinarli dove vogliono.. questa é davvero una vergogna
Febbraio 14, 2008 a 12:16 pm
SeuDeu ti rispondo con le stesse parole con cui abbiamo dialogato per mail.
1. Ammetterai che se è possibile creare “miti” come questi, o fraintendimenti di questa natura è proprio perchè chi di dovere non ha comunicato a sufficienza i risultati del proprio lavoro. La comunicazione è funzionale infatti a qualsiasi attività di valorizzazione del bene culturale, e mette al riparo chi se ne fa promotore da sospetti e illazioni come quelli (veri o presunti) che riguardano monti prama….
2. mi viene difficile trovare in rete l’indirizzo web della soprintendenza archeologica di cagliari. perchè non si ha nemmeno un portale per dare notizia delle proprie attività? anche questo è addebitabile ai “politici” che non danno soldi? Ti assicuro che le soprintendenze cugine di ambito archivistico non hanno più finanziamenti, però sono molto attente a mettere in rete il proprio lavoro, per dare conto alla cittadinanza di come gli scarsissimi finanziamenti loro destinati vengano spesi.
3. E’ ovvio che il messaggio di quelli dell’IRS è assolutamente politicizzato essendo loro un partito.
Però il tema della mancanza di informazione c’è tutto.