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Archive for Febbraio 2008

[Cagliari] Poetry Slam: libera la poesia

Febbraio 28, 2008 reginamadry Lascia un commento

Martedì 26 febbraio si è svolto a Cagliari un Poetry Slam organizzato dall’Associazione Miele Amaro, nei locali del Manà Manà (piazzetta Savoia). Trattasi di gara poetica in cui i componimenti dei poeti-performers (nessuno strumento o altro ausilio è permesso) vengono giudicate da una giuria apposita estratta a sorte dal pubblico. Il tutto è coordinato dal Maestro di Cerimonia (Master of Cerimony), in questo caso un attento Paolo Maccioni.

 Per gli appassionati di poesia è  una tentazione irresistibile: assistere all’esibizione libera dei poeti partecipanti, che come unico vincolo hanno il tempo massimo di tre minuti.

La giuria, nella serata di martedì, è stata molto  generosa nei punteggi assegnati ai circa 18 poeti che hanno letto mediamente tre poesie a testa; ma quello che fa del Poetry Slam uno strumento davvero importante è la possibilità per ognuno di esprimersi, e per gli altri di ascoltare la varietà di queste espressioni (è tutta salute, si è molto più “bessiusu”, cioè “usciti”, dopo uno Slam!).

 Il concetto è appunto quello di “liberare” la poesia, spesso relegata in oscure nicchie di mercato, della librerie e soprattutto del circuito dei lettori abituali.

La quantità di persone che scrive, vuole scrivere, ha già scritto e o pensa di farlo (sospetto che a Cagliari ci siano più scrittori e poeti che centri commerciali che spuntano come funghi, tanto per fare un esempio a caso) dimostra esattamente il contrario: la poesia, una delle cose più aperte e democratiche che esistano al mondo, ha tantissimi appassionati, e aspetta solo delle buone occasioni per uscire allo scoperto e “farsi” partecipare.

 La prossima serata è prevista per martedì 4 marzo, sempre al Manà Manà; per informazioni visitate il sito di Miele Amaro o fate un giro su You Tube, in cui sono presenti numerossimi esempi di Poetry Slam americani ed europei dai quali si capisce meglio di cosa si tratta, quanto è diffuso e praticato e come possa essere entusiasmante.

Impossibile resistere anche alla tentazione di una poesia di Pedro Pietri, poeta-performer nuryocan (cioè newyorkese-portoricano) che del Poetry Slam aveva fatto un tipico mezzo di espressione:  

Cabina telefonica numero 1546031 

per essere un poeta 
bisogna restare scapoli 
per sempre con 
qualcuno che  
non vi lascerà  
mai andare

 

 

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nocciolina più che noce: Urbano, Dove siamo – la Sardegna vista dallo scooter

Febbraio 26, 2008 roderico Lascia un commento

Questo post sta dentro FUORI-USCITI ma dovrebbe stare in DENTRO-ENTRATI, o qualcosa del genere; mi spiego:
In una sera romana mi ritrovai per a girovagare per un Testaccio oscura alla ricerca di un teatro dove si sarebbe da lì a poco esibito un amico comune a qualcuno del gruppo di SB. Lo spettacolo è stato gustoso, ma ciò che interessa al fine di questo post è che a fine spettacolo, tra il chiacchiericcio soffuso, intimo e complice tra attori e spettatori, io e la mia compagna distinguemmo ben distinto il nome di una località della nostra Isola.
Al che ci fiondammo sul malcapitato interlocutore che, in principio un po’ interdetto per il nostro fare interrogatorio, interruppe i suoi discorsi con l’amico attore per interpretare la nostra foga e riuscire ad interagire con noi.
Naturalmente volevamo sapere se quello stesso spettacolo lo avrebbero portato anche in Sardegna, visto che l’aveva nominata pochi istanti prima, si sperava non invano. La risposta fu NO. Quello spettacolo non avrebbe attraversato il mare.
Ma allora perchè quel nome? Perchè parlare di Orgosolo in quella situazione?
Beh.. queste undici puntate di “URBANO, dove siamo?” sono la risposta a quella domanda.
Una raccolta piuttosto personale di ciò che un non-sardo potrebbe cogliere della nostra isola armato solo di scooter, amicizia, giorni a disposizione e un po’ di sana minchiaggine se lo si lascia vagare per qualche tempo su e giù per le coste della Sardegna.

Una bella collezione di luoghi, suoni, immagini, sapori, odori, risate, serate, parole, racconti.. tutti raccolti e consumati sulle coSTe della NoSTra.

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[Limba] LA MIA NOCE: IL NOME DELLA VOLPE

Febbraio 26, 2008 adaspina 1 commento

Questa storia non l’ho inventata io. Ma adoro raccontarla. È una di quelle storie che dimostra la magia delle parole e che riscuote  sempre molto successo fra i miei interlocutori.

C’era una volta il nome della volpe che, nella nostra terra, è soggetto al cosiddetto fenomeno dell’interdizione linguistica, vale a dire che è un tabù. Insomma, la volpe non la si può chiamare per nome perché il nome ha il potere di evocarne la presenza.

La parola sarda per dire volpe, di diretta derivazione latina,  è gurpe, ma la si usa, e anche poco, in pochi posti (Orani, Ollalai, Ottana, per esempio). Nei dialetti del nuorese di solito indica una persona astuta, o è inserita in locuzioni come pedde de urpe “cuoio duro”, o in derivati come cannaùrpina (una pianta).

Ma veniamo al dunque, al nocciolo magico: la volpe, come ben sapete, è chiamata con due denominazioni distribuite arealmente:  matzone nella parte nord dell’isola e margiani (con tutte le sue varianti) al sud. Sono due nomi allusivi partoriti dal tabù che pesa sul nome della volpe dalla notte dei tempi.Si tratta di due forme dall’origine eufemistica: la prima, infatti, fa riferimento alla forma della coda che sembra un grosso martello (mazza o mazzu). La seconda rimanda al noto antroponimo Mariano: l’animale si personifica.

Ma anche queste due denominazioni, diventate col tempo troppo esplicite e avendo perso di allusività, restano come denominazioni senza sottintesi e vengono sostituite da altre forme eufemistiche: ucca mala (bocca cattiva), fraizzu (falso), bestia, animale (per antonomasia), sreppiu, arresi (due collettivi che indiacano i rettili e tutti gli animali nocivi), Grodde, Lodde, Giomaria, Martinu (antroponimi).

E il tabù si perpetua in un continuo sostituire forme trasparenti con forme allusive. La magia della parola si reitera nel tempo.

Aspetto da voi notizie sulle metamorfosi della volpe!

Fonte: Antonietta Dettori, La Sardegna, in Manlio Cortelazzo, a cura di, I dialetti italiani, storia, struttura, uso, Torino, Utet, 2002

Ecco la mia noce

Febbraio 25, 2008 herrschwein 4 commenti

Si gioca con un minimo di due giocatori, ma più alto è il numero dei partecipanti e maggiore è il divertimento.
Il gioco è molto semplice e possono parteciparvi anche i bambini piccoli che hanno una buona manualità.

Su baddarincu viene fatto ruotare con le dita su un tavolo o sul pavimento.

Ogni giocatore deve mettere sul piatto una noce (o ciò che si decide di puntare per il gioco e che poi costituirà la posta).
Dopo di che ciascuno, a turno, fa ruotare su barralliccu che alla fine cadrà su una delle quattro facce di cui è composto e presenterà una lettera.

Il giocatore che col suo lancio ottiene la T prende tutto quello che si trova sul piatto. Gli altri devono quindi rimettere ciascuno una noce sul piatto.
Se la lettera è la P il giocatore deve mettere una nuova noce sul piatto (raddoppiare la posta).
Il giocatore che col suo lancio ottiene la lettera M ha il diritto di prendere dal piatto la metà di quello che vi si trova in quel momento.
Se la lettera ottenuta è la N il giocatore non perde e non vince nulla.

Quando il piatto è vuoto ogni giocatore deve rimettere la noce, altrimenti il gioco termina.

Esistono due varianti del gioco:

  1. ogni giocatore mette nel piatto una noce solo in due occasioni: all’inizio della partita e quando il piatto è completamente vuoto;
  2. ogni giocatore mette nel piatto una noce non solo all’inizio della partita, ma anche ad ogni mano quando è il suo turno ed ancora quando il piatto è completamente vuoto, se vuole continuare a giocare.

(fonte: Wikipedia)

 
 
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[Rassegna Stampa] brevissime dalle bidde

Febbraio 17, 2008 Giampaolo Lascia un commento

Ecco alcune notizie in breve dalle bidde…

tipica casa campidanese

MILIS
A MILIS leggiamo dal sito dell’Unione Sarda, si é svolta nel giorni scorsi una riunione straordinaria del Consiglio comunale per discutere i gravi fatti che si sono susseguiti negli ultimi tempi a Milis, culminati con l‘incendio dell’abitazione di campagna del capogruppo di maggioranza Giuseppe Ginesu il primo di febbraio e la comparsa, solo pochi giorni fa, di scritte minacciose nei confronti del sindaco Mastinu. Alla riunione, affollatissima, hanno partecipato anche i sindaci di Seneghe, Baratili, Cuglieri, Santulussurgiu, San Vero Milis, Montresta e Nurachi. Non erano presenti i parlamentari e i consiglieri regionali oristanesi.

SILIUS
Dal sito Ad Maiora Media apprendiamo che la Commissione europea ha firmato una infrazione contro l’Italia per la restituzione di 98mila euro a suo tempo concessi come “aiuti di Stato”. Alla Nuova mineraria Silius, attualmente in fase di liquidazione e sostituita da una nuova società della Regione sarda: la “Fluorite Silius”. Secondo la Ue, quegli aiuti non dovevano essere fatti visto che la “Nuova mineraria Silius” lavorava in perdita. Oggi la miniera di Silius rischia davvero la chiusura. La rabbia è stata immediata, ma nel Gerrei si è già creato il Comitato dei sindaci dei Comuni di Silius, Ballao, Armungia, San Basilio, Goni, Sant’Andrea Frius, Villasalto e San Nicolò Gerrei.

GUASILA e MONASTIR
Addirittura sull’Espresso si da notizia della gigantesca rissa che ha avuto luogo, a margine di una partita di terza categoria, tra GUASILA e MONASTIR Kosmoto. Schiaffi e calci, pugni all’arbitro, insulti e minacce a destra e a manca con il supporto di un dirigente. L’episodio è stato sanzionato con grande severità dal giudice sportivo: Stefano Piras, del Guasila, autore dell’aggressione, è stato squalificato sino al 10 febbraio 2013, mentre il dirigente Giampaolo Angioni è stato inibito sino al 10 febbraio 2009.

Il fatto è avvenuto domenica scorsa. Dal rapporto dell’arbitro risulta che Stefano Piras abbia iniziato a strattonarsi reciprocamente con un calciatore del Monastir. A quel punto Piras, trascinando per la maglia il calciatore avversario, riusciva a buttarlo a terra e a colpirlo con due manate al volto.Non continuo con la cronaca della rissa, che è davvero penosa.

VILLAMAR
Invece preferisco segnalarvi questo sito di e su Villamar, o per meglio dire, sui suoi murales, che offre uno spaccato interessante di una forma d’espressione importante talvolta utilizzata dalle comunità per esprimere la propria cultura, il proprio disagio, le proprie aspettative.

 

L’immagine presente in questo post è la riproduzione del Murales Si ad una edilizia moderna, rispetto alle nostre forme ambientali” del 1980, di A. Sanna

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[Monti Prama] Appunti per un dibattito più informato

Febbraio 14, 2008 Giampaolo 5 commenti

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Ci scuserete se saremo un po’ lunghi in questo post. Ma abbiamo cercato di fare una sintesi del dibattito in corso sulla questione dei giganti di Monti Prama. Lo abbiamo fatto in primo luogo per noi stessi. Confesso di non conoscere bene i termini del problema e di cercare di capire qualcosa di più. Al di là delle varie posizioni, credo che tutti concordino orami sull’importanza di questi così detti Giganti di Monti Prama. Naturalmete la rassegna che presentiamo non pretende di essere esustiva del dibattito e delle varie posizioni espresse. Pertanto, chiunque volesse integrarla con altri spunti, segnalazioni di altre pubblicazioni o altro, non ha che da scriverci (subarralliccu@gmail.com) o lasciare un commento.

Iniziamo con Lemondrops che riporta un brano tratto da Sardoa Grammata di Gigi Sanna (Edizioni S’Alvure, Oristano 2004, pp. 397-399), che contiene i dati per ottenere un quadro generale della situazione

Il 31 Marzo del 1974 nelle pagine della “Nuova Sardegna”, quotidiano di Sassari, veniva data la notizia del ritrovamento, sulla collina di Monti Prama presso Cabras, di un tempio punico con pezzi di colonne, cippi e capitelli e, soprattutto, con frammenti di statue antropomorfe (teste, busti, braccia con manicotti parabraccio, mani con armi etc.) di notevoli dimensioni.

In realtà come aveva ipotizzato e scritto per primo Giuseppe Atzori, che aveva segnalato il rinvenimento, non si trattava di un tempio punico come sosteneva all’inizio la Sovrintendenza di Cagliari, ma di uno straordinario tempio nuragico, dal momento che non solo i capitelli ed altro materiale architettonico templare ma anche le stesse statue presentavano particolari decorativi tali (nelle vesti, nei bracciali, nell’armatura, nell’acconciatura dei capelli e così via) che non potevano che ascriversi direttamente alla cultura artistica “aulica” di artigiani al servizio del potere dei principi e “capi tribù” dei modellini della piccola statuaria in bronzo nuragica.

La storia del rinvenimento, con le date degli interventi e degli scavi e le modalità con cui questi vennero effettuati è purtroppo una storia , archeologicamente e culturalmente parlando, certo non edificante: mancanza di tempestività nell’accogliere le segnalazioni, grossolane incertezze interpretative e soprattutto assenza totale di fiuto nel cogliere immediatamente l’aspetto dell’eccezionalità “nuragica” e non punica della scoperta, determinarono, (…) dei vuoti temporali di vigile “presenza scientifica” durante i quali avvenne un vero e proprio saccheggio da parte di numerosi clandestini, i quali riuscirono a sottrarre i “pezzi” più importanti del tempio e delle statue.

Lilliu nel 1977 scriveva: “so per certo, da una testimonianza diretta e ripetutami più volte dal compianto Gianni Atzori, che “carrelli” di trattore trasportarono “un po’ qui un po’ là” un ingente materiale trafugato dalla collina e che un busto con un volto “di un’espressività indescrivibile” e di bellezza d’arte quasi “classica” venne “regalato” da un cittadino di Cabras a degli amici continentali (pag. 41)”

 

L’articolo continua col dire che

Continua a leggere…

[Cabras-Sardegna] Lo “Scoop mondiale” di Monte Prama

Febbraio 14, 2008 Giorgio 9 commenti

monti_prama_pugilatore.jpg

Recentemente ho avuto modo di vedere lo “scoop mondiale” di TeleIndipendentzia su YouTube che mi ha colpito per il commento, in cui si denuncia il fatto che per 30 anni le statue di Monte Prama sono state tenute nascoste, addirittura in un sottoscala, dalla Sopraintendenza Archeologica di Cagliari e soltanto grazie alla Sopraintendenza di Sassari hanno potuto rivedere la luce.
A fronte di queste dichiarazioni sono andato a verificare la cosa presso la Sopraintendenza di Cagliari e ne è uscita fuori una verità completamente diversa.
Alla mia domanda su come mai questi reperti sono stati tenuti nascosti per 30 anni, mi hanno accompagnato in biblioteca per mostrarmi qualcosa di veramente interessante.
Partendo da lontano, da libro del Lilliu del 1977 in cui vi erano già le foto (in quantità) delle statue!
Con tanti saluti allo “scoop mondiale”…..
Prima di continuare meglio sgombrare il campo da equivoci: di statue intere non ne esistono, esistono una marea di frammenti più o meno grandi di arenaria (pietra abbastanza fragile e delicata) che dovranno essere rimessi insieme pezzo a pezzo.
Ma torniamo alla documentazione: una bella mole di pubblicazioni ed una valanga di fotografie, documentazioni di convegni sulla materia. Insomma una quantità di scritti sulle statue che ci vorrebbe un mese a leggerli tutti.
E senza contare il fatto che i frammenti con minori problemi di conservazione delle statue sono state sempre esposte al Museo di Cagliari.
Il tema del restauro è un argomento dolente ma facilmente spiegabile.
Un laboratorio di restauro costa una quantità di soldi spaventosa e Cagliari non ne ha mai avuto uno degno di tal nome. Il perchè? Semplice: non sono mai stati stanziati i fondi per realizzarlo; però, in tempi recenti, Sassari è riuscito a dotarsi di un laboratorio di restauro tra i migliori d’Italia e quindi i reperti da restaurare sono stati inviati a Sassari.
Questa è, in sintesi, la storia (tutta facilmente documentabile peraltro) delle statue di Monte Prama.
Che è esattamente il contrario di quanto affermato nel video di TeleIndipendentzia.
Come la mettiamo?

[Marrubiu] Un convegno per parlare di villaggi scomparsi, nuove fondazioni, bonifiche.

Febbraio 8, 2008 Giampaolo 1 commento


 

Sabato 1 Marzo 2008, alle ore 17,00 presso la Sala Consiliare del Comune di Marrubiu si terra il convegno dal titolo La politica delle bonifiche in Sardegna dal ‘600 al Sardofascismo”.
Organizzato dal
Comune di Marrubiu e dalla biblioteca comunale Nur, il programma dell’incontro prevede, dopo i saluti delle autorità (Gianfranco Frongia, Sindaco di Marrubiu e Andrea Santucciu, Assessore Cultura e Pubblica Istruzione), l’intervento dei relatori Giampaolo Salice (con una relazione dal titolo I Fondatori della Comunità di Marrubiu fra ‘600 e ‘700) e Stefano Pira, che parlerà invece de Le Comunità di nuova Fondazione nella Sardegna Contemporanea.
A Coordinare i lavori Giuseppe Manias.

Non mancate.

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Categories: aPpuNtAmEnTi, mArrUbbiU

[Oristano] Bruciate auto dell’ex sindaco Ortu

Febbraio 8, 2008 Giampaolo Lascia un commento
Boh! Continuano. Continuano. Loro fanno così.
Mi indigno.
A volte stando lontano dalla Sardegna mi capita di pensare che tutto il cattivo del mondo, non stia là. Ma da qualche altra parte. Dove sto adesso, sulla luna, non in Sardegna almeno.
Poi però, ci pensano questi cazzoni delle bombe a farmi tornare alla realtà cruda.
Quello che non capiscono, questi minchioni, è che possono essere anche giuste le rivendicazioni contro un’azione amministrativa.
Ma se la reazione a queste esce da un percorso costruito lungo i paletti del rispetto e della legalità, ogni ragione si muta in un torto intollerabile e vigliacco.
Quando leggo queste cose, la Sardegna che studio io, quella di due o trecento anni fa, che reagiva con violenza alle trasformazioni inevitabili la mettevano in crisi, quella Sardegna – dicevo – mi sembra ancora qui.

Oristano: bruciate auto dell’ex sindaco Ortu

Un incendio questa notte ha bruciato due auto dell’ex sindaco di Oristano Piero Ortu. Il rogo, divampato verso le quattro, ha distrutto una Lancia Musa e una Citroen C3. Le autovetture si trovavano sotto una tettoia nell’abitazione dell’ex primo cittadino in via Toniolo.I Vigili del fuoco sono intervenuti domando l’incendio prima che si propagasse anche all’abitazione.Sono in corso indagini per stabilire se si sia trattato di un incidente o di un incendio doloso.
L’Unione Sarda

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[Sardegna] La fatwa contro L’AltraVoce.net

Febbraio 7, 2008 reginamadry Lascia un commento

Cari amici di Su Barralliccu, vi segnalo un avvenimento preoccupante che ci coinvolge tutti in quanto cittadini e in quanto aventi diritto a una informazione libera e pluralista.
Si può essere o meno d’accordo con la linea editoriale di un giornale, ma è importante che questo esista, perchè la sua stessa esistenza rappresenta la possibilità di valutare, criticare, scegliere, “accorgersi” delle differenze.

Il quotidiano online L’AltraVoce.net, che si caratterizza per un approccio molto diverso alla cronaca della Sardegna rispetto alle altre testate regionali, è in questi giorni oggetto di furiosi dibattiti a causa di alcuni suoi articoli riguardanti la politica regionale.

Alcuni consiglieri ne chiedono la rimozione dalla rassegna stampa del sito della Regione Sardegna, considerando i suoi articoli (e la linea tutta del giornale) “offensivi“. Posto che tale aggettivo risulta, in un contesto di cronaca politica, quantomeno curioso (la cittadinanza attiva e il lavoro del giornalista presuppongono una valutazione critica dell’operato dei politici quand’anche un giudizio che può essere positivo o negativo, altrimenti che cittadini saremmo?), e che il sito della Regione Sardegna (con rassegna stampa inclusa) costituisce un bene pubblico finanziato con i denari di tutti, vorrei portare all’attenzione dei lettori la vicenda.

Ricordiamoci sempre che le mani della politica sull’informazione non possono mai produrre dei risultati “sani”, qualunque sia l’orientamento del giornale e il potere in quel momento in carica.

Si può seguire l’intera vicenda sul sito http://www.altravoce.net/, (sul quale si possono leggere gli articoli sottoposti alla “fatwa” politica, le repliche di alcuni protagonisti e i commenti del direttore).

Di seguito un breve estratto:

 

 

 

I sentimenti feriti del consigliere Uras: via quel giornale dalla rassegna web. E Capelli vuole la Gazzetta del Consiglio.

 

Pubblichiamo la parte del comunicato dell’ufficio stampa del Consiglio regionale della Sardegna in cui si riferisce sugli attacchi a l’AltraVoce, con qualche intervento in difesa del nostro giornale.[...] Il dibattito nella seconda parte della seduta è stato caratterizzato da un acceso confronto sui problemi dell’informazione.

L’on. Uras (Prc) ha segnalato, infatti, che nel sito della Regione era stato diffuso un articolo di una testata on line (l’AltraVoce, ndr) in cui si offendevano gravemente alcuni consiglieri regionali. «Mi aspetto – ha detto Uras – una immediata presa di posizione della Giunta e la rimozione immediata del responsabile di questo atto inaudito. La Regione utilizza i soldi pubblici e i mezzi di informazione istituzionali per fare informazione di parte. È una vergogna».L’on. Marrocu (Pd) ha detto che è sbagliato utilizzare il sito della Regione per diffondere notizie diffamanti.

L’on. Capelli (Udc) ha sottolineato che la comunicazione istituzionale della Regione è una comunicazione di regime. Come lo è il periodico Novas. «Credo che il Consiglio regionale debba rispondere – ha detto Capelli – con un mezzo di informazione obiettivo che arrivi ai cittadini». L’on. Vargiu (Riformatori) ha ricordato che più volte l’opposizione aveva chiesto l’istituzione di una commissione di vigilanza del Consiglio.Il presidente della commissione Informazione Alessandro Frau (Pd) ha detto che il problema dell’informazione in Sardegna è un problema serio e sociale. «Questo articolo comparso nella rassegna stampa della Regione non è condivisibile, ma io mi batto perché non si faccia una battaglia per escludere dal sito una voce che merita di essere presente».

Per l’on. Meloni (PD) non ci devono essere censure preventive e ha invitato anche l’ufficio stampa del Consiglio regionale ad inserire nella rassegna stampa tutte le testate giornalistiche. L’on. Caligaris (Misto Sdi-Socialisti Uniti) ha detto di essere sorpresa perché il presidente Frau non ha ricordato che la conferenza dell’informazione, prevista nella Finanziaria del 2007, non si sia mai tenuta.L’on. Atzeri (Misto Psd’az) ha definito «vili» gli attacchi dell’articolo diffuso anche sul sito della Regione.L’on. Porcu (Pd) ha chiesto di rinviare il tema della comunicazione ad altra discussione. [...]

Salvare la Sardegna, “Altravoce”da boicottare, via dal sito-Regione Rifondazione a braccetto di An la censura è bipartisan: ma vaffa…

di Giorgio Melis

Nel giorno dello scioglimento delle Camere, mentre si evoca perfino quello del Consiglio, l’affossamento di Finanziaria, legislatura, maggioranza di Renato Soru e anche opposizione di centrodestra, vi pare serio che nel condominio-parlamentino-ballatoio sardo si metta nel centro del mirino un quotidiano on line come l’AltraVoce? Non fa sganasciare che buona parte del Consiglio si strappi le vesti e chieda la rimozione dei nostri articoli “eversivi” e offensivi dalla rassegna stampa della Regione, per proteggere l’Autonomia minacciata? Sarebbe da strafogarsi dalle risate ma davvero non ci resta che piangere.La maggioranza dell’assemblea si leva indignata (per fortuna con alcune voci di netto dissenso) o tace e acconsente contro il nostro giornale. Lo mette al centro del dibattito e molti onorevoli concludono: per il trionfo della democrazia, imbavagliate quella voce, fatela tacere. I cannoni contro un moscerino su Internet. Va schiacciato: la Sardegna non ha altri problemi, potrà perseguire le magnifiche sorti e progressive. Ridicolo. Anche per il senso delle proporzioni e per il rispetto che portiamo alle istituzioni: nonostante certi suoi rappresentanti. Per l’imbarazzo di dover scrivere per fatto personale contro un’assemblea e la sua maggioranza numerica che si scaglia contro una voce pungente ma pur sempre piccina. Un peso zanzara contro i pesi massimi delle corazzate informative, scritte e radioteletrasmittenti pubbliche e private di e al servizio o finto ecumeniche che danno quotidianamente conto dei sospiri, delle storiche parole, delle azioni memorabili del parlamentino….

 

Tazenda Live@Bologna.

Febbraio 5, 2008 mrmontag 2 commenti

I Tazenda per me sono un trauma bambino. La loro cassetta, Murales, se la portarono via i ladri una mattina d’estate insieme all’autoradio di mio padre: ce l’avevo da una settimana, quella cassetta. La mia passione per i tre di Sassari non s’alimentò più dei successivi album, si fermò a quei vetri rotti sul marciapiede. Dopo li ho seguiti da lontano, finchè è rimasto Parodi, poi più niente fino a quest’anno. Va beh, questo per fare un pò di storia.

Ieri i Tazenda erano al Teatro Arena del Sole, qui a Bologna, e ci sono andato. Ci sono andato perchè vale sempre la pena di ascoltare musica dal vivo e perchè volevo vedere l’effetto che fa, da sardo fuoriuscito assistere al concerto in limba dei Tazenda in un teatro di Bologna. Eravamo tanti (anche se il teatro non era pieno) eravamo rumorosi (come se il teatro fosse pieno) eravamo sardi, d’origine e fuoriusciti. Stavamo idealmente tutti sotto tre bandiere dei quattro mori, due delle quali non si sono fermate mai per tutto il concerto, quasi a sottolineare che non eravamo lì per un semplice concerto, ma per una questione identitaria. Dopo due minuti il teatro tutt’intorno era sparito, non c’erano più platea nè gallerie, eravamo in piazza di chiesa, era Santu Antine a Samugheo, era San Palmerio a Ghilarza, a sinistra preparavano la pecora bollita, a destra c’era il camioncino per l’ichnusa. Ecco l’effetto che fa, un bell’effetto. È stato un ritorno a casa, più che altro.

Loro son stati bravi, anche Riccardo Fogli (che poi mi hanno detto che era Gino Marielli, il chitarrista, ma con quei capelli e quella giacca io aspettavo solo Storie di tutti i giorni). Anche Beppe Dettori, che in certi momenti sembrava davvero Andrea Parodi, ma in altri momenti per niente e che forse giocava troppo con la sua bella voce. Anche Gigi Camedda (riuscitissima l’imitazione di Ramazzotti su Domo Mia) che ha rifatto La Cura di Battiato. Bravi.

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(prometto che è l’ultima volta che scrivo dei Tazenda)

[ASSEMINI] RAGAZZO MINACCIATO E STUPRATO. IN CARCERE UN FAMOSO IMPRENDITORE DI ASSEMINI

Febbraio 5, 2008 kirc 5 commenti

Un grave fatto di cronaca si sarebbe verificato domenica sera ad Assemini e la notizia diffusa ieri dai TG regionali ha suscitato subito grande clamore nella cittadina, non solo per lo squallore della vicenda, ma anche perché è finito in carcere con l’accusa di sequestro di persona e stupro un facoltoso, assai noto, cittadino di Assemini.

Da IlSardegna, p. 23:

Violentato e minacciato da un suo anziano compaesano, conosciuto da tutti ad Assemini, per lui solo un mostro con i capelli bianchi, che puntandogli un coltello contro, lo avrebbe prima costretto a salire in macchina e poi, dopo lo stupro, gli avrebbe ordinato di stare in silenzio. Ma quel segreto, terribile, doloroso, è esploso in un pianto a dirotto quando il ragazzo è tornato a casa e, aiutato dai genitori, è riuscito a confidarsi. Poi, accompagnato da mamma e papà, ha ripetuto il drammatico racconto ai carabinieri della stazione locale e i militari, grazie alle descrizioni dettagliate dell’uomo e della sua auto, sono riusciti ad arrestarlo quasi in flagrante.
Basilio Trudu, pensionato di 76 anni, uno dei soci della storica discoteca Eurogarden, è stato ammanettato sull’uscio di casa sua, domenica intorno alle 21.30, appena tre ore circa dopo la violenza denunciata dal sedicenne.
I referti dei medici che hanno visitato il ragazzo hanno rilevato sul suo corpo tutti i segni dello stupro, mentre i militari hanno trovato tracce di sperma sugli abiti dell’anziano e un coltello dentro la sua auto identico a quello descritto dalla giovane vittima. Trudu è stato quindi portato in carcere a Buoncammino con l’accusa di sequestro di persona, violenza sessuale, minacce gravi e porto abusivo di un coltello a serramanico.
La Mercedes, ha raccontato tra le lacrime il sedicenne, si era fermata all’improvviso davanti a lui, Domenica pomeriggio. Ne è sceso un uomo che con passo sicuro gli è andato incontro e all’improvviso, brandendo un coltello a serramanico, gli ha ordinato di salire a bordo senza fare domande. Erano le 18.30 e il sedicenne stava tornando a casa dopo un giro con gli amici. È finito invece fuori dal paese assieme a quell’anziano sconosciuto, che dopo averlo fatto scendere di imperio dall’auto lo avrebbe costretto ad un rapporto sessuale completo in piena campagna. Invano il giovane avrebbe tentato di scappare. L’uomo, lo avrebbe ri-attratto a sé, costringendolo a subire la violenza. Meno di un’oretta dopo i due erano già di ritorno. Scaricandolo nel centro del paese, il violentatore avrebbe nuovamente minacciato il ragazzo con il coltello. «Se dici qualcosa ai tuoi genitori, ti ammazzo». Poi sarebbe partito a tutta velocità. Passato lo spavento che lo paralizzava, il sedicenne ha imboccato la strada di casa rimuginando sul da farsi. Poi arrivato in famiglia, ha rotto gli indugi e ha raccontato l’abuso. Alle 20 era in caserma per denunciare la violenza. Quel uomo, ha riferito, non lo aveva mai visto se non forse di sfuggita, per strada, in paese. È riuscito però a descriverlo con talmente tanti dettagli che i militari un’oretta dopo gli sono andati a bussare a casa. Il ragazzo nel frattempo è stato accompagnato in ospedale e dopo la visita che ha riscontrato i segni dell’abuso, è stato sottoposto al test dell’Hiv. I medici hanno deciso inoltre di tenerlo per una notte, anche perché era molto scosso.
Per i militari, le indagini continuano. Elementi investigativi fanno ritenere ai carabinieri che  l’episodio non sia un caso isolato e che altri minori abbiano subito violenze da parte dell’uomo. La speranza è che adesso le eventuali altre vittime si facciano avanti. 

Categories: aSseMiNi

[SuONi daLLo ScoGLio] Sikitikis. L’importante è finire

Febbraio 3, 2008 Giampaolo 2 commenti

Per “Suoni dallo scoglio” i Sikitikis, band cagliaritana in procinto di uscire col suo secondo disco. Il video è quello realizzato per la cover de”L’importante è finire” già interpretato da Mina. Buona visione.

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Categories: SuOni dAlLo ScOGLio

[Sardegna] Piste ciclabili: un deficit enorme

Febbraio 3, 2008 Giampaolo Lascia un commento
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Purtroppo, la situazione delle piste ciclabili in Sardegna (Italia) è oltremodo sconfortante. Le città – grandi e piccole – sono monopolizzate dal trasporto privato, che lascia pochissimo spazio perfino al diffondersi dei mezzi pubblici.
Eppure la bicicletta sarebbe un’ottima alternativa alla mobilità tradizionale: andando in bici si risparmia tempo, si contribuisce alla riduzione della congestione nelle città e a migliorare la qualità dell’aria.
In questi ultimi anni vi sono stati dei timidi segnali che vanno nella direzione di un potenziamento delle infrastrutture indispensabili per chi voglia usare la bicicletta senza per questo rischiare la pelle.
Ma si tratta di interventi che non cambiano di nulla il quadro generale.
Da questa mappa appare evidente come la situazione della Sardegna sul versante piste ciclabili sia davvero drammatica.
Come si vede, non esistono piste ciclabili se non – per brevissimi tratti – nei poli cittadini maggiori.
Eppure, sono davvero tanti i sindaci e i politici che in campagna elettorale condiscono i loro discorsi con abbondanti dosi di promesse sul versante ambientale e della mobilità sostenibile.
Recentemente sono state aperte nuove piste (o tratti di piste), che avrò sicuramente modo di provare, non appena ne avrò il tempo.
Alcune di queste piste, infatti, corrono lungo dei percorsi paesaggisticamente molto suggestivi.
Eccovene alcune.
mappe prese da piste-ciclabili.com

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