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[Acidi e Basi] Non ci sto più

Gennaio 12, 2008 Giorgio 11 commenti

No.
Non ci sto più.
Non è possibile che si arrivi alla guerriglia urbana per una questione politica, siamo all’assurdo e forse oltre.

Non esiste mettere a ferro e a fuoco un quartiere per qualche tonnellata di spazzatura, attentare all’incolumità di semplici cittadini o, peggio, a persone che indossano una divisa, sono malpagati e cercano di difenderci come meglio possono, compatibilmente con una strutturaa legislativa che protegge più i malfattori che le persone perbene.

Non sta da nessuna parte che vengano pestati anche chi sta in mezzo a questa follia col solo scopo di informare la gente.
Ma, anche e sopratutto, non sta in piedi che tutto questo sia nato da una rivalità da stadio.
Quello che è successo a Cagliari ha un solo nome: guerriglia urbana e, permettetemi, la guerriglia urbana non nasce dal nulla o, meno che mai, casualmente.
Dietro tutto questo c’è una ben precisa strategia e ben precisi mandanti e, per carità, non ditemi che si tratti di “vendette maturate allo stadio”.
Sicuramente la manovalanza è la stessa, però utilizzata per altri scopi ed altri fini da mandanti che non hanno nulla a che fare con partite di calcio et similia.
Nel momento in cui si armano delinquenti di mezza tacca per creare disordini si esce definitivamente dal contesto della civiltà e non esiste nessuna giustificazione.
La cosa che mi fa piu’ schifo (al di là dei fatti accaduti) è l’immenso cinismo dei mandanti: hanno assoldato (si badi bene, anche istigare alla violenza è un assoldamento morale) la bassa manovalanza del miglior teppismo per creare una situazione di pericolo di ordine pubblico e, alla fine chi pagherà saranno solamente quegli sciagurati che hanno creato tafferugli mentre gli altri, ben più colpevoli, resteranno nell’ombra e continueranno ad incassare lauti stipendi (ed altro) e, magari, ce li ritroveremo da qualche parte a riempirsi la bocca con frasi piene di democrazia.
Ipocrita, ovviamente.

[Cagliari] Spazzatura e scontri.

Gennaio 12, 2008 Giampaolo Lascia un commento
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Ripubblichiamo alcuni video e un pezzo di Claudio Cugusi, consigliere comunale di Cagliari: prodotti da chi ha assistito ai disordini cagliaritani di qualche giorno fa nati intorno alla vicenda dell’immondizia.
Confesso di avere capito molto poco di quanto sta accadendo.
L’unica cosa che mi ricordo sono le denunce, fatte anni fa, da uno sparuto gruppo di radicali (i radicali in Italia sono una cosa precisa, molto diversa da tutti i massimalismi) campani dello stra-potere ingordo, incontrollato, immobilizzante che Bassolino esercitava sulla sua regione.
Un potere che aveva e ha il solo scopo di auto-tutelare se stesso, auto-riporducendosi e difendendosi, con qualsiasi mezzo, dalle offensive che tendono a imbrigliarlo, costituzionalizzarlo, rimuoverlo e sostituirlo, secondo meccanismi e logiche tipiche di una democrazia dell’alternanza.
Mi ricordo solo questa denuncia di un potere criminogeno, che tuttora, con un’arroganza che è pari solo alla sua forza, non accetta di dimettersi, mostrando di avere perso oltre al controllo, il senso del pudore istituzionale e quello della decenza civile.
Le immondizie portate in Sardegna mi pare siano un mero sottoprodotto maleodorante di una questione italiana che non accenna a trovare soluzione, nell’assenza permanente di opposizioni realistiche, efficaci e non parolaie allo stato di cose presente.
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Un cameramen pestato, il fotografo Giuseppe Ungari ferito a un braccio, il fotografo Riccardo Tenti picchiato e derubato dell’attrezzatura. Ragazzi contusi nelle cariche della polizia, quando gli agenti hanno cercato di pescare tra la folla i violenti che nella folla si sono nascosti, lanciando pietre con la copertura involontaria dei cagliaritani non teppisti. E ancora: il gazebo del Mediterraneo messo a ferro e fuoco. E fuoco per strada, cassonetti che bruciano in viale Diaz.
La scalinata di Bonaria divelta per farne sampietrini e la segnaletica stradale devastata e trasformata in tubi, lastre. E auto col parabrezza rotto e due vigili coraggiosi che riescono a non farsi linciare da una folla che li assedia, rompe i vetri dell’auto di servizio e lancia pietre all’interno. E questo e molto altro ancora, un pezzo di città trasformato in campo di battaglia, il fumo delle macerie alle tre del mattino, olio per strada, Soru con la faccia sconvolta che torna a casa sua e sotto, cento metri più giù c’è chi dice al telefono, all’amico: ‘Non sai cosa ti sei perso’.E’ una notte che Cagliari deve dimenticare.
Anzi, la dobbiamo ricordare bene. Tutto è iniziato nel pomeriggio, col tam tam dei messaggini che invitavano, in allegria, come se fosse una scampagnata improvvisata, a darsi appuntamento alle 23 davanti all’abitazione del presidente della Regione. Che avrà forse sbagliato a non concertare con i sindaci e i presidenti delle Province un fronte unico di solidarietà con le popolazioni campane per i rifiuti di Napoli. Avrà forse sbagliato: ma sbaglia soltanto chi fa.Tutto è cominciato con gli sms (è vero che una tv privata l’ha trasmesso nel ’sottopancia’ per tutto il pomeriggio?), con un Consiglio comunale dove io e pochi altri, dai banchi del centrosinistra, abbiamo detto con chiarezza: l’egoismo porta egoismo, guai a incitare o comunque a non condannare anche le minime forme, pure embrionali, di intolleranza. Perché il passaggio alla violenza di strada è dietro l’angolo. Avevamo segnali chiari, siamo stati facilissimi profeti.E’ andata così, come temevamo. Come sino all’ultimo speravamo che non andasse. E’ andata che in mezzo a qualche centinaio di militanti della destra, a qualche centinaio di curiosi in libera uscita dopo la pizzeria, in mezzo a tutto questo si sono mischiati teppisti che una domenica sì e una no vanno allo stadio. Teppisti che oggi qualcuno ha chiamato o richiamato; teppisti che odiano i napoletani dalla sfida salvezza contro il Piacenza, quando i cagliaritani furono ignobilmente aggrediti da tifosi partenopei e pestati selvaggiamente. Io c’ero, quella violenza ho visto con i miei occhi.E ho visto stanotte, con i miei occhi, a scena invertita, ragazzi della curve prendere pietre e latte e scagliarle contro gli agenti che proteggevano l’abitazione di Soru. Agenti che non andavano disposti lì: avrebbero dovuto essere di più e avrebbero dovuto chiudere anche via Milano e viale Diaz.Troppo tardi: si è consumata in poche ore una distruzione della città, un saccheggio che ci disonora tutti davanti alla Basilica di Bonaria. Poi i fermi, i cellulari con i lampeggianti, le ambulanze in ospedale. la mesta contemplazione del dopo.Non è il momento dei giudizi, non è il momento delle analisi. Non è il momento di chiedersi come arginare il disagio di queste periferie che cercavano soltanto un’occasione di scontro con le forze dell’ordine. Non manifestavano politicamente e non sanno nulla o quasi dei rifiuti campani, della camorra, dei rifiuti sardi che pure esportiamo in grande quantità. Dei poliziiotti, della Municipale e dei carabinieri che, oggi come nel 1975 quando lo scriveva Pasolini, sono i loro fratelli, i loro amici arruolati per un posto di lavoro sicuro. A mille euro al mese e poco più. Che è il doppio dello stipendio nel call center outbound o una settimana da pusher di mezza tacca.L’unica cosa che sentiamo ora è il bisogno di tornare, al più presto, con molta lucidità, alla normalità della vita.

Il bisogno di tornare in Consiglio comunale, che è l’assise della città, e dirci una volta per tutte che così muore la civiltà. (c.c.)

Claudio Cugusi

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[digitale] L’Università di Cagliari è su Second Life

Gennaio 12, 2008 Giampaolo 2 commenti
L’Università di Cagliari ha aperto un nuovo “ufficio”, ma non cercatelo in città: si trova su Second Life. Le intenzioni sono buone. In futuro gli studenti fuori sede potrebbero persino risparmiare sull’affitto, grazie a lezioni tenute in buona parte in aule virtuali. Senza che nessuno debba spostarsida casa. Magari per il corso di diritto privato, o di lettere, guardando un qualche strano pupazzetto che parla con la voce del docente. Queste e altre possibilità hanno convinto diversi atenei a comprare con denaro vero (alcune migliaia di euro) le proprie land (spazi) all’interno del sorprendente “videogioco”.

E l’università guidata da Pasquale Mistretta non è rimasta immune al virus. «Anzi siamo stati tra i primi in Italia a sbarcare sulla piattaforma creata dalla società americana Linden Lab» spiega con il suo avatar (personaggio creato sul sito d iSl) Gino Flores, che si occupa della gestione del sito di Unica. Era fine 2007 quando, dopo mesi di lavoro insieme ai colleghi, è finita la ricostruzione di Castello ed è stato dato il via alle prime attività.

Per raggiungere questa parte di “Cagliari in miniatura su pc”, basta scaricare il programma dall’apposito sito. Poi creare un avatar (simile ai pupazzi dei
cartoni animati). E si è pronti a viaggiare per i mille sentieri del variegato mondo virtuale. Il motore di ricerca interno darà le coordinate per trovare l’isola di Unica.

Destinazione obbligata se si vuol capire che ci fa la più importante Università isolana in un mondo fatto, a volte, di sesso, di musica, di case, di mogli e figli (tutto virtuale). Ottenuto l’ indirizzo della land, sarà sufficiente usare il teletrasporto (proprio come nel telefilm Star Trek) ed ecco, piano piano, apparire il bastione di San Remy, il palazzo del rettorato (palazzo Belgrano), la torre dell’Elefante. Senza il fascino degli originali, ma davvero ben disegnati.

Davanti agli occhi l’avatar troverà anche una mappa. Cliccandoci sopra con il mouse, si viene catapultati in qualsiasi parte dell’isola si desideri.
A prima vista non sembra molto frequentata. Ma Gino Flores (vero nome Gino Flore) racconta che in realtà registra 400 presenze al giorno. E che esiste una communità gruppo) di 100 avatar. Non male. Se non fosse che per ora sono poche le possibilità che offre.
Gino spiega che ci sono diversi progetti per migliorare tutta la land. L’obiettivo immediato è consentire a docenti, studenti, ricercatori, di avere uno spazio per dar vita acorsi sperimentali on-line. Alle, così chiamate, attività di e-learning.

Qualcosa sul modello Ibm, che organizza i corsi di aggiornamento per i dipendenti. «Già alcuni nostri docenti (ad es. Matteo Fraschini, Marco Schirru) hanno realizzato dei piccoli corsi» conclude Gino. Poi c’è stata la conferenza di Neonatologia. Qui, gli avatar che hanno partecipato, erano collegati con quella vera in corso al T-Hotel. Ma questo a quanto pare è ancora niente. In futuro si pensa di aprire una vera e propria segreteria studenti, una per ogni facoltà. E sono tantissimi altri programmi. Tra le altre cose l’inaugurazione dell’isola. Chissà che per l’occasione non arrivi anche il rettore Mistretta, sotto forma di avatar, pronto a tagliare il nastro, sempre virtuale.

Stefania Aoi – Il Sardegna 12.01.2008

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Su barralliccu avrà presto un suo avatar e si aggirerà per il mondo di Second Life. Tutti i collaboratori sono invitati ad entrare nel mondo che si sta creando: un giorno riusciremo sicuramente a farci una riunione virtuale. ;)

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