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[NuRaMiNis] Agguato sulla 131: rumeno processato a colpi di spranga

Novembre 4, 2007 Giampaolo Lascia un commento

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“A me non succede”. E’ quello che normalmente si pensa quando seduti in poltrona si vedono in tv le immagini allucinanti di pestaggi e violenze orribili ai danni di persone inermi. Poi ti rendi conto che le tue scelte ti hanno portato ad abitare a pochi km dal luogo in cui si è verificato quello che vedi in tv. Poi, leggendo i giornali ti rendi conto come quel mondo – fatto di quelle violenze, di quelle appartenenze – sia arrivato sino a lambire la casa dove sei nato e cresciuto.
E’ un senso di stupore, di orrore, di meraviglia quello che sento?
Non so cosa sia.
So che non è bello, però.

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Tre auto di traverso sulla carreggiata nel cuore della notte lungo la 131 all’altezza di Nuraminis. Posto di blocco organizzato da una gang di rumeni. Per bloccare un altro connazionale. Processarlo. E condannarlo a una serie infinita di colpi di spranghe. Il giovane, 25 anni, è stato colpito e abbandonato sanguinante sulla superstrada, ma è riuscito a trascinarsi sino ad una abitazione alla periferia di Nuraminis, a lanciare l’allarme.
IL FERITO. I carabinieri lo hanno trovato così, ferito alla testa dall’asta di ferro e con lesioni e ammaccature in altre parti del corpo. Un amico che viaggiava con la sua auto è riuscito a fuggire. Il ferito, Gherghei Alan Rusu, è ora ricoverato in ospedale al Brotzu. Le sue condizioni sono gravi ma non corre pericolo di vita. Una mancata spartizione di refurtiva potrebbe essere all’origine del drammatico episodio. Per i carabinieri, gli aggressori volevano uccidere. Potrebbero aver abbandonato il ferito convinti di averlo colpito a morte. Di certo è stata una aggressione premeditata, preparata nei particolari.
GLI INQUIRENTI. L’indagine è già ad una svolta. Gli aggressori sono stati tutti individuati. I carabinieri della Compagnia di Sanluri, che agiscono al comando del capitano Gianluca Puletti, avrebbero nelle loro mani gli elementi utili per mettere sotto accusa i malviventi, tutti rumeni. Già oggi il sostituto procuratore Alessandro Pili, potrebbe emettere gli ordini di arresto. Ma in merito vige il riserbo totale.

 

L’Unione Sarda – sabato 03 novembre 2007 10:56 – Agguato sulla 131: rumeno processato a colpi di spranga

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Categories: NOTIZIE CATTIVE, NuRaMiNis

[Cagliari] Passaparola

Novembre 4, 2007 pipps Lascia un commento

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Piccola segnalazione in extremis.

A Cagliari, ex Manifattura Tabacchi, il 3 e 4 novembre, “Passaparola”, 4° forum del libro e della promozione della lettura.

Il programma è molto interessante, soprattutto per l’accanita ascoltatrice di Fahrenheit che io sono.

Mi dispiace di essermene accorta così tardi..

I fuggitivi

Novembre 4, 2007 adaspina 10 commenti

images.jpg Cari amici, faccio una cosa poco seria: segnalo un libro che non ho letto ma di cui ho sentito parlare. Né bene né male, in realtà, tuttavia il tema mi pare decisamente attinente al nostro blog. Ecco perchè faccio uno strappo alla mia regola.

 

Il libro si chiama Scienziati di ventura. Storie di cervelli erranti, è di Andrea Mameli e Mauro Scanu.

Tempo fa ne sentii parlare in un servizio di un tg regionale. Ora vedo che si sta sviluppando intorno al volume un certo interesse nonchè un dibattito.

 

Come si evince dal titolo il libro si occupa dell’esodo di cervelli -sardi- per il mondo e lo fa attraverso una serie di interviste ai diretti interessati, vale a dire ad alcuni giovani ricercatori espatriati dall’isola in cerca di fortuna.

 

C’è addiritura un blog nato intorno alla recente pubblicazione con l’intento di raccogliere la rassegna stampa e promuovere il dibattito sui temi affrontati nel libro.

 

Consiglio la lettura ai cari coraggiosi barrallicchesi fuggitivi/fuorisciti – per cause di forza maggiore e interiore – sperando di far loro cosa gradita.

(Quasi) Nessuno si preoccupa della fine che stanno fecendo gli archivi storici dei comuni sardi

Novembre 4, 2007 Giampaolo 5 commenti

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Chi ha visto la puntata del 28 ottobre 2007 di Report, su Rai tre, ha potuto costatare come in tutti i Paesi Scandinavi, dal diciottesimo secolo, sia in vigore una legge che vincola ogni Istituzione Pubblica a rendere liberalemente accessibili a chiunque i documenti che genera o riceve.

Questo per permettere ai cittadini di verificare in ogni momento le attività dei suoi rappresentanti, l’entità e la ragione delle spese da questi effettuate nell’esercizio delle sue funzioni.

Durante il suo semestre di presidenza, la Svezia ha ottenuto che un analogo meccanismo di trasparenza venisse adottato anche per le tre principali istituzioni dell’Unione Europea: Commissione, Consiglio, Parlamento.

Un fatto rivoluzionario.

L’Italia sotto questo profilo è un Paese in via di sviluppo: del resto, nessuna forza politica – eccezion fatta forse per i radicali – lotta oggi per introdurre in italia analoghe misure atte a permettere al cittadino di verificare nel profondo l’attività dei pubblici amministratori.

Pensate che in Sardegna un gran numero di comuni non permette neppure l’ingresso alla sezione storica degli archivi, figurarsi a quella corrente, dove pure alcune forme di verifica e controllo da parte del cittadino sono previste dalla legge.

Se si valuta anche solo il ritardo dei comuni sardi sul versante degli archivi storici si scopre che esso è enorme e gravissimo.

Rispetto ad una tale situazione, il richiamo alle radici, all’indentità, alla sardità appaiono del tutto strumentali e demagogici, anche perchè non sono precedeuti nè seguiti da azioni di concreta valorizzazione di quel portato identitario che si dice di volere esaltare durante i comizi elettorali e le interviste sui media.

Allo stato attuale, non solo non è possibile entrare e consultare gli archivi storici di numerosi comuni della Sardegna, ma spessissimo questi archivi storici comunali versano in uno stato di assoluto disordine e completo abbandono.

Del resto, anche quando i riordini son stati fatti, questi non sono stati funzionali alla valorizzazione della documentazione, che permane in un ordinato stato di inacessibilità.

E’ il caso di Nuraminis, dove ad un archivio storico comunale riordinato non è corrisposta la creazione da parte del comune di una struttura capace di mettere gli eventuali studiosi nelle condizioni di studiare i fondi storici del comune.

Per entrarvi è stato necessario chiedere un’autorizzazione al segretario comunale, giunta dopo settimane di attesa e, una volta entrati, muoversi dentro il compactus senza la guida offerta da un qualsiasi strumento di corredo. Inoltre, non esisteva uno spazio apposito per la consultazione della documentazione, non erano previsti orari di apertura e chiusura della struttura.

In altre parole, tutta la normativa relativa al libero accesso alla documentazione storica di un comune è rimasta disapplicata.

Il punto è che se pure la legge obblighi l’Ente a rendere accessibili i fondi, la stessa normativa non prevede alcuna sanzione qualora il Comune non adempia agli obblighi di legge: è questa circostanza che ha permesso a gran parte dei nostri sindaci e amministratori di divenire dei veri e propri latitanti sul versante degli archivi.

Del resto, la situazione è favorita dall’indifferenza dell’opinione pubblica, che non preme su chi governa per ottenere il godimento di un diritto che le è riconosciuto in via meramente formale.

Ciò che si può fare per cambiare lo stato delle cose è premere sui comuni, chiedere non solo di potere individualmente accedere alla documentazione d’archivio, ma ottenere che dopo questo accesso sia possibile una consultazione agevole della documentazione: come si può studiare stando in piedi, o dentro sgabuzzini fatiscenti o nei corridoio tra il personale amministrativo del comune?

Prendersi la briga di andare al proprio Comune con la normativa in mano per verificare come e se venga permesso il libero accesso alla documentazione storica dell’Ente, è il primo fondamentale passo di un cammino che potrebbe portare alla reale e non parolaia valorizzazione di una componente irrinunciabile del nostro patrimonio identitario.

post scriptum:

sappiamo che il nostro blog è letto da diversi amministratori locali: ci piacerebbe sapere cosa e se hanno fatto nei loro comuni per difendere, valorizzare gli archivi storici comunali. Saremmo lieti di pubblicare notizie positive su un tema a noi così caro. Siamo qui anche per questo….