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Archive for Ottobre 2007

[Fuoriusciti] Emigrati, tornate! – [daEmigratiSardi.it]

Ottobre 31, 2007 Giampaolo 1 commento

http://www.valdaveto.net/immagini/ellis_island_4.jpg
di vitale scanuEmigrati tornate! Così titolava un articolo l’Unione Sarda del 26 ottobre scorso. Qualcuno comincia a riflettere sull’importanza di questa forza lavoro dei sardi all’estero che la Sardegna ha perso. Il loro ritorno dalla diaspora è visto come un impulso innovativo determinante per l’economia regionale.

Per parte loro, i sardi emigrati onestamente si sentono di possedere, con l’esperienza multiforme maturata, un plusvalore che li ha arricchiti: passivamente, nel senso che si sono appropriati di un bagaglio di conoscenze e di un altro modus vivendi più moderno, più aggiornato, più rapportato alla realtà esistente fuori dell’Isola; attivamente, perché percepiscono di avere una carica efficiente di valori che li spinge all’imprenditoria. Per loro l’immobilità è un controsenso. Continua a leggere…

[archivi memorie idetità] A cosa serve il sardo a scuola (di Francesco Cesare Casula)

Ottobre 31, 2007 Giampaolo Lascia un commento
http://www.librisardi.it/images/prodotti/887343338.jpg

Nelle mie peregrinazioni nelle scuole isolane per parlare di storia e lingua sarda, la domanda più frequente che mi si rivolge, non solo da parte degli studenti ma anche dei docenti è la seguente: ma il sardo, a cosa serve?
L’interrogativo, del tutto legittimo, sottende però un’unica preoccupazione: la dimensione puramente pratica e utilitaristica. Ora, a parte che una politica a favore della Lingua sarda può essere uno strumento formidabile per creare occupazione – con migliaia e migliaia di nuovi posti di lavoro nella scuola come in molti in altri settori – i vantaggi della conoscenza del sardo sono precipuamente di natura intellettuale, culturale e civile.
La mia esperienza quarantennale di docente è peraltro confermata ampiamente dai linguisti e dai glottologi, ma anche dagli studiosi delle scienze sociali – mi porta a sostenere che la conoscenza della lingua materna da parte degli studenti serve per una pluralità di obiettivi: prendere coscienza della propria identità etno-storicalinguistica, personalizzare l’esperienza scolastica, umana e civile, attraverso il recupero delle proprie radici e migliorare e favorire lo stesso status linguistico italiano: che oggi risulta essere, in modo particolarenei giovani e negli stessi studenti, povero, banale, improprio, gergale. Al limite dell’afasia….
Ma serve soprattutto per superare e liquidare l’idea del sardo e di tutto ciò che appartiene al locale come limite, come colpa, come disvalore, di cui disfarsi e di cui addirittura vergognarsi.

da Claudio Cugusi.it

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[Fuoriusciti] Voli low cost, quattro nuove compagnie al decollo

Ottobre 30, 2007 Giampaolo 1 commento

Arriva la prima picconata alla continuità territoriale. Da domani le compagnie low cost riprendono a volare per gli aeroporti di Malpensa e Bergamo (Orio al Serio), mentre resta il nodo Ciampino, dove l’apertura dello scalo ai vettori a basso costo si scontra con la riduzione dei voli imposta dall’Enac.

 

Il regime di continuità territoriale, dunque, da domani si applica soltanto agli aeroporti di Linate (per Milano) e Fiumicino (per Roma): tra 24 ore, infatti, entra in vigore il decreto, voluto dalla Regione sulla base delle indicazioni che sarebbero arrivate dall’Unione europea, firmato dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi per liberalizzare alcuni collegamenti. I ricorsi al Tar avanzati da Meridiana e Air One, che chiedevano di sospendere il provvedimento, devono essere ancora discussi nel merito.

 

Su Malpensa, Bergamo e Ciampino le low cost possono fare concorrenza alle compagnie che si sono aggiudicate le rotte in regime di continuità territoriale tra l’isola e gli scali di Milano e Roma. NUOVI VOLI. Da oggi, quindi, si apre una nuova era. Niente di nuovo sugli aeroporti “minori” (Torino, Bologna, Verona, Firenze, Napoli e Palermo) dove vigono sempre gli oneri di servizio. Molti cambiamenti, invece, per quanto riguarda gli scali di Malpensa e Orio al Serio.

 

Dal primo decolleranno nuovi voli per Cagliari, promossi sia da Volareweb che da EasyJet. Il Malpensa-Olbia, invece, sarà garantito dalla compagnia inglese. Su Alghero opererà invece Ryanair, che collegherà la Riviecora del Corallo con l’aeroporto di Bergamo, da cui decolleranno anche i jet targati Myair, la compagnia nata da un costola di Volare. Ryanair punta decisamente anche su Cagliari: Elmas avrà un volo quotidiano per Orio al Serio che sarà presentato martedì prossimo a Cagliari insieme al collegamento per Madrid, in decollo a partire da domani.

 

DATE E SLOT. Qualche differenza, tra i nuovi voli, ci sarà tuttavia per quanto riguarda le date di partenza delle tratte low cost. Se easyJet, Myair e Volareweb non aspetteranno un giorno per far rombare i motori sulle piste di Malpensa e Bergamo, Ryanair ha programmato i nuovi voli a partire dal 12 dicembre, nel caso dell’Cagliari-Bergamo, e dal 16 gennaio per il collegamento con Alghero sempre dall’aeroporto lombardo. Resta invece a terra, per ora, il volo Alghero-Ciampino che Ryanair ha mantenuto fino alla partenza dell’attuale regime di continuità territoriale.

 

La riduzione degli slot decisa dall’Enac per Ciampino (per questioni ambientali oltre che per i lavori urgenti nello scalo romano) costringe Ryanair a fermarsi: per riprendere il collegamento con la Sardegna la compagnia irlandese dovrebbe rinunciare a qualche slot (autorizzazione di volo) sulle tratte internazionali. Una rinuncia non facile. GIUSEPPE DEIANA

 

L’Unione Sarda – sabato 27 ottobre 2007 10:04 – Voli low cost, quattro nuove compagnie al decollo
Dall’Isola via ai collegamenti con Malpensa e Bergamo

 

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[Identità] Imparare il contrario

Ottobre 29, 2007 herrschwein Lascia un commento

Questo post sconclusionato è colpa di Jemp e del suo bel post.

Suppongo che questo blog sia nato (oltre che per una comunione di intenti – taciti, ma presenti -, oltre che per un irrefrenabile impulso a essere dei perfetti, immancabili “contemporanei”) per una comune, inestirpabile radice. Identità. Ho qualche remora a usare questa parola.

 

Identità, identificare implica un confronto, implica – etimologicamente e non solo – la conoscenza pregressa di un oggetto, e solo dopo un confronto tra l’oggetto nuovo e il concetto.Il terreno di confronto – che è poi il concetto – è essenziale, se manca, se sfugge non si può più parlare di identità. Il meccanismo è chiaro a tutti. Ciò che non è chiaro è cosa sia questo terreno di confronto. Cos’è la base comune che rende un sardo identico – in senso lato – a un altro sardo? Un’identità di geni, di storia, di costumi e di costumi, di dolci, di pane guttiau, di pendolarismo, di disoccupazione, di mare più o meno cristallino, di Cagliari bombardata, di nutrie, di Portovesme, dei romanzi di Niffoi, delle dispute sulla limba, del barralliccu, di Antonio Gramsci, de Il giorno del giudizio, di Nathan Never, di talassemia, di partito democratico, di master and back, di novenari, di gente che continua a passare più o meno greve, di Tiscali, della balentia, di Rombo di Tuono, di negozi Cinesi a Ghilarza? E’ tutto questo? La questione sembra farsi fin troppo oziosa e ingarbugliata.

 

Forse è una di quelle cose di cui non si può parlare, di cui bisogna tacere.

 

Io l’ho imparata la mia identità – la sto imparando – dal suo contrario. Come tutte le cose, la imparo dal suo contrario. Purtroppo non sapendo bene cosa sia l’identità, non so neanche cosa sia il suo contrario, ma riesco a misurarlo, lo misuro in distanza, in unità di spazio e oramai di tempo. La distanza, e tutto ciò che comprende, sembra essere una misura indiretta dell’identità. Una misura con una proporzionalità variabile, a volte diretta a volte inversa, ma una misura che da la cifra di cosa sia identità. E non la confondo con la nostalgia quella è ben altra cosa. Non la confondo con un falso orgoglio, quello è altra cosa. L’identità non è data, si impara, e si impara per evitare che diventi il suo contrario.

 

[SELARGIUS] Mostra Storico Militare

Ottobre 26, 2007 kirc Lascia un commento

Selargius
4 – 11 Novembre 2007
Casa “Canonico Putzu”, via Roma 63 

In occasione della Commemorazione dei caduti in guerra del 4 Novembre a Selargius sarà inaugurata alle ore 12,30 una mostra storico-militare allestita dalle Associazioni Nazionali Granatieri di Sardegna e Genieri Trasmettitori.

Si tratta di una Mostra fotografica e documentaria relativa ai militari combattenti di Selargius nelle due Guerre.

Per l’occasione verranno esposti dei documenti dell’Archivio Storico Comunale relativi al periodo bellico. 

“Commemorare i Militari caduti significa per noi ricordare tutti i soldati che hanno servito l’Italia con serietà ed onore, anche a costo della propria vita, non solo nei campi di battaglia ma anche nelle operazioni di pace. Significa per noi festeggiare le Forze Armate, le nostre Forze Armate, impegnate non solo per la sicurezza interna ma anche a servizio della pace internazionale. Ci è parso utile accompagnare le celebrazioni del 4 novembre con  una mostra fotografica e documentaria sulle guerre, al fine di conservare momenti fondamentali della memoria storica soprattutto in funzione delle nuove generazioni che di quei fatti, abbastanza distanti nel tempo, hanno una conoscenza spesso superficiale” (Gianfranco Cappai – Sindaco di Selargius). 

La mostra resterà aperta fino a domenica 11 novembre 2007 e potrà essere visitata tutti i giorni, dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 19,00.

La Regione si riprende le ferrovie

Ottobre 26, 2007 Giampaolo Lascia un commento

dal Sardegna  25/10/2007

La Regione erediterà dal 2010 la gestione delle Ferrovie Meridionali Sarde (Fms) e delle Ferrovie della Sardegna (Fds) e subentrerà nei compiti di programmazione e amministrazione per il trasporto pubblico di interesse locale garantito da Trenitalia. La decisione è arrivata ieri sui banchi del Consiglio, anche se l’approvazione è poi slittata. Per il 2007-2009 lo Stato trasferirà alla regione le somme già stanziate per la gestione di questi servizi: in tutto 49 milioni di euro (40 milioni per le Fds, il resto per le Fms).  

Dal 2010, poi, tutti gli oneri saranno a carico della Regione. La Regione, dal canto suo, potrà chiedere a Rete ferroviaria italiana (Rfi), di acquisire beni, impianti e infrastrutture non più ritenuti di rilevanza per il sistema ferroviario nazionale. Un provvedimento articolato e oneroso, dunque, previsto da un Decreto del 1997 e che vede la Sardegna arrivare buon’ultima in Italia, anche se va detto, ad onore del vero, che anche la qualità del servizio ferroviario – e il materiale utilizzato – da Rfi in Sardegna non è certamente da annoverare fra quelli all’avanguardia.  In aula, comunque, le opposizioni hanno ribadito la loro contrarietà al testo, soprattutto “per gli eccessivi oneri che il trasferimento di competenze comporterà per la Sardegna. Ci penalizza e perpetua una situazione di sudditanza inaccettabile”, ha spiegato Mario Floris (Uds). “Alla Sardegna si vogliono trasferire rottami e bulloni, con risorse irrisorie. I finanziamenti previsti servono giusto a pagare gli stipendi.  Per quattro soldi lo Stato si libera di un dovere civico. “La Giunta sta facendo un grave errore”, ha sostenuto dal canto suo il capogruppo di Forza Paris Silvestro Ladu.

Obiezioni alle quali ha replicato l’assessore Sandro Broccia. “Possiamo lavarci la coscienza accusando lo Stato di essere truffaldino e o possiamo assumerci, invece, la responsabilità di far funzionare ciò che non funziona.  

Dobbiamo gestire un terzo dei servizi di mobilità in Sardegna senza rinunciare al confronto e, se necessario, allo scontro con lo Stato per ottenere risorse per migliorare la dotazione di infrastrutture… Finora – ha concluso Broccia – più di un terzo dei servizi è sfuggito alla pianificazione delle autonomie locali, decisa invece da Roma.

 Sono vent’anni che in Fms ed Fds non c’è un centesimo per gli investimenti, tranne per l’acquisto di qualche pullman “ ha aggiunto Broccia. “Inoltre, dal 1988 lo Stato ha bloccato il turn over del personale, passato nelle Fds da 2.004 a 1.004 unità, e nelle Fms da 500 a 300”.  Broccia ha infine assicurato che il suo assessorato ha a disposizione 350 milioni di euro per investimenti nelle infrastrutture. Investimenti fra i quali spiccano le metropolitane leggere di Cagliari e Sassari, la linea a scartamento ridotto Nuoro-Macomer (20 milioni), la messa in sicurezza della tratta Cagliari-Isili (11 milioni). L’assessore ha anche ricordato che con questo contratto alla Regione saranno trasferite le competenze dei collegamenti con i traghetti con le isole minori.

[archivi memorie identità] Parlando di identità (sarda)

Ottobre 24, 2007 Giampaolo 3 commenti

Ci sono parole che nella società globale sono tornate ad affollare i discorsi dei politici, dei giornalisti, della gente. Una (se non la) parola è identità.

Mentre una tensione alla globalizzazione degli scambi – dicono alcuni – conduce con sè l’omologazione dei linguaggi – vera o presunta che sia – si sviluppa una corrente uguale e contraria che spinge verso una ricollocazione al centro dei valori che attengono alle appartenenze specifiche di un dato spazio culturale e geografico.

L’identità diviene oggetto e soggetto del dibattito politico, al punto che anche le avventure partitiche più inverosimili, le operazioni finanziarie più spericolate, e perfino le politiche di resistenza economica più protezionistiche vengono spiegate alla pubblica opinione facendo ricorso al tema, al valore, al mito, all’intercalare “identità”.

Gli esempi al riguardo sono numerosi, ed è facile adesso offrirne qualcuno, anche se un pò alla rinfusa.

Si pensi ai leghisti, all’invenzione della padania, divenuta una vera e propria clava nelle mani di un piccolo gruppo politico, che la usa ogni volta per ottenerne contropartite politico-elettoralistiche.

Venendo alla Sardegna, non è forse puntando tutto sull’identità sarda che Soru ha riscosso il suo personale e anti-partitico successo elettorale, quando è stato eletto presidente della Regione?
Proprio perchè così fortemente connotata da richiami, più o meno strumentali, alla sardità, la sua vittoria ha praticamente spazzato via il progettino nazionalitario costruito a tavolino da Mario Floris (col placet di Francesco Cossiga e il supporto storico-istituzionalistico di Francesco Casula).

Per non dire degli effetti che la vittoria soruiana ha avuto sui sardisti: proprio mentre i loro ideali e valori fondanti divenivano davvero popolari, i sardisti si sono letteralmente liquefatti, come se il senso del loro esistere fosse improvvisamente venuto a mancare.

Sull’identità puntano tantissimo anche i candidati a sindaco dei nostri villaggi sardi, con uno sforzo di fantasia davvero notevole e degno di menzione.

Infatti come diavolo si fa a parlare dell’identità – che ne so? – di Villagreca?
Eccerto che ce l’ha un’identità anche un paese di 300 abitanti, ma bisogna averla studiata negli archivi, nella lingua, con pazienza, devozione ecc ecc.
Ma chissenefrega infondo: se ci metti dentro quelle parole lì il programma è sicuramente migliore: fanno pure tutte rima: solidarietà, identità, sardità.

In certi casi il richiamo alle origini e all’identità da parte degli amministratori dei villaggi è talmente strumentale, ideologica e priva di fondamento da essere involontariamente comica.
Mi ricordo che una volta le telecamere di una delle tante trasmissioni che si fanno pagare per parlare di un villaggio, sono venute (sono state pagate) anche a Nuraminis.
In finale di trasmissione, durante la solita carrellata finale di prodotti tipici, tra le altre cose veniva presentato come tipico di Nuraminis un dolce che si chiama “pistoccu ‘e Serrenti”.
“Ma come – chiedeva giustamente il pseudo-giornalista molto pseudo-conduttore – è tipico di Nuraminis ma ha il nome della vicina Serrenti?”

La cosa ridicola non era presentare quel dolce come tipico – perchè saranno secoli che a Nuraminis viene confezionato (anche se nel nome ha tenuto il luogo in cui ha avuto origine) - ma nel presentarlo come tipico del paese: è tipico della regione, direi del campidano, della civiltà contadina sarda.

Il fatto è che tutti questi chiaccheroni a caso di identità non la intendono come tensione propulsiva operante nel e per il presente. Per loro “identità” è il – secondo me patetico e disgustosamente malinconico - volgersi all’indietro e guardare “come eravamo”.

Vale a dire, come non siamo più. In questo modo l’identità si riduce a patetica rappresentazione del passato, secondo un copione che non ha nessuna aderenza non solo con la reale identità di cui si è portatori, ma nemmeno con la vicenda storica o culturale passata che si vorrebbe maldestramente rappresentare.

Questo riflesso condizionato, che riduce l’identità ad un qualunquistico, noioso e superficiale voltarsi indietro) produce un duplice danno: nega il passato (perchè non lo studia, ma lo rappresenta  e pure male) e nega l’identità presente che, ci piaccia o no, non è costituita da un vestito sardo, o da un biscotto tradizionale.

Il vuoto culturale e identitario che si sta creando con questa pantomina dell’identità propinata a reti unificate sarde è enorme.

i ragazzi sardi di oggi usano il cellulare, ascoltano i ramones o mtv, fumano le canne, hanno una vita sessuale promiscua e parlano un sardo che tiene conto di questo loro moderno modo di essere.

Parlare di identità significa cercare di comprendere in che modo quegli elementi del nostro essere comunità e individui che sono direttamente riconducibili alla società tradizionale si combinano e coagiscono con i caratteri che derivano invece dal contatto con la moderna società capitalistica, post-industriale e globalizzata.

E’ l’originale risultato che proviene da questo incontro che definisce i contorni della nostra identità, e non le patetiche rappresentazioni di un passato che non c’è più, e che – pensate un po’- a dire il vero non c’è mai stato.

[Decimoputzu] Sardegna all’asta – Servizio di Agri3

Ottobre 22, 2007 Giampaolo Lascia un commento

Grazie a Valenta per la segnalazione 

[Villacidro]…oltre al danno…

Ottobre 19, 2007 missgrace Lascia un commento

incendio.jpg

E’ arrivato l’autunno, pressochè in ritardo, alcune piogge e la speranza per chi, come me e mio padre, ama cercare funghi. Abbiamo avuto il coraggio, dopo più di un mese e mezzo, e siamo saliti a Castangias, due versanti delle montagne circostanti sono stati divorati dalle fiamme di quegli ultimi giorni di agosto, giorni d’inferno per tutti i villacidresi. Quando ho visto lo scempio così da vicino, ho trattenuto a stento un’ imprecazione. L’anno scorso su quelle montagne il 21 settembre ho raccolto i primi porcini dopo poche piogge di fine agosto, quest’anno il paesaggio offre solo pietre. La settimana scorsa la pioggia torrenziale è scesa per mezz’ora e ha portato giù in paese di tutto, dalla pineta sono arrivati in Viale Don Bosco sassi, fango, aghi di pino e pigne, tutto ciò che la montagna non riesce più a trattenere, perchè gli alberi non ci sono più. Sul sito di Villacidro (http://www.villacidro.net/) ci sono le immagine della pineta prima e dopo le fiamme, suggestive e terribili allo stesso tempo. Ma oltre al danno…già, perchè il pazzo o i pazzi piromani non si fermano ancora. Un gruppo di volontari villacidresi non si sono voluti arrendere, hanno cominciato a piantare piantine donate da un vivaista di paese, tutto questo già da metà settembre e il 23 dello stesso mese L’Unione Sarda pubblicava l’articolo dell’ulteriore scempio, il 90% di quelle 200 piantine sono state recise e per sottolinare lo smacco sono state interrate poco più in là…Che dire? Ma con chi ce l’hai? Il parroco di Santa Barbara scrive sul giornalino della parrocchia e maledice chi ha commesso il misfatto e tutti i cittadini si interrogano su chi possano essere i responsabili, se hai qualche problema con l’amministrazione comunale parla pure, ma basta cazzate. D’altronde anni fa il piromane venne scoperto in flagranza e…assunto all’Ente Foreste..ops scusate, questo non l’avrei dovuto dire…missgrace

Categories: NOTIZIE CATTIVE

[Sardegna] Portatori sani di microcitemia

Ottobre 18, 2007 herrschwein 3 commenti

Dipende dal modo in cui ti siedi, sul treno, intendo.

Nel verso della corsa o nel verso contrario alla corsa. Io non vomito, comunque.

Qui alcuni, molti, hanno scritto, hanno dosato, hanno soppesato motivi, modi, pro e contro di lasciare, di andare via. Hanno prestato attenzione a che grammi e once di ammissioni corrispondessero senza travalicare i limiti del proprio pudore, ben attenti al parallasse della bilancia. Molti, come me, si saranno seduti nel verso contrario alla corsa, consapevoli, poco lucidi, ma consapevoli che tutto sarebbe stato strappato via di forza, dagli occhi e dal resto.

Un altro, altrove, ha detto bene: “le radici”.

Inutile, sembra, trasfondere sangue e lingua, se nella linfa nuova, se nelle radici scorre ancora qualcosa che è più vicina a un morbo che al sangue stesso. Un morbo, non è altro custu diaulu e logu. E per quanto ci si accanisca contro le proprie vene, non si può estirpare. Un morbo amaro e aspro e sarcastico che aumenta l’incidenza delle anemie, le oscillazioni di glicemia, che si insinua fin sotto le unghie e le fa nere. Per cento anni e oltre.

 -Marranu

 Marranu. Era un gioco marranu, una sfida, una provocazione. Quando correvo ancora in piazza e c’era una minuscola impresa da affrontare, gli altri mi dicevano marranu, a quel punto non mi potevo più tirare indietro, marranu, se hai coraggio.

 -Vai via, fallo se hai coraggio, marranu

 Dipende dal modo in cui ti siedi. Nient’altro.

Categories: ACIDI E BASI, sArDegNa

[Limba] Il nome delle cose

Ottobre 16, 2007 adaspina 8 commenti

Lettera per Herrschwein che mi chiede, nei commenti, quanto è salutare per il sardo “sardizzare” termini italiani per dare un nome a cose che in sardo sembrano – gran parte delle volte sembrano soltanto, badate – non averlo.

Mio caro,

Qui mi scateni un dibattito nucleare. Per brevità sarò un po’ superficiale.

Ci scrivono libri su questa cosa. Cioè, su quanto sia o meno salutare per il sardo “sardizzare” termini italiani.

Siccome io da grande volevo fare la linguista e non la patriota sarda, ti rispondo subito che, se una lingua è viva, è naturale che si intrufolino in essa parole delle altre lingue con cui essa è quotidianamente in contatto. Una lingua che non è interessata da scambi con altre lingue è una lingua morta. Come il latino.

È fisiologico che con il tempo passino anche le parole. Che muoiano, semplicemente, come molte cose del mondo.

Detto questo, è anche vero che noi possiamo riesumare qualche bella parola dalla Carta de Logu del Giudicato di Arborea perché ci può essere utile nell’oggi, con l’anima nuova che noi gli infonderemo usandola.

Per una sorta di arcano rispetto verso i valori che la lingua veicola, è molto bello cercare nei documenti antichi e nelle persone anziane parole che possano adattarsi a un nuovo concetto.

Per intenderci, senza scomadare la gloriosa carta de logu, possiamo dire samunadora, sciacuadora o, semplicemente, lavatrice.

Come vedi, questo è anche un (riduttivo, molto riduttivo) esempio di come ogni lingua del mondo abbia in se i meccanismi per dare i nomi alle cose nuove.

C’è un modo più “intrinsecamente sardo” di dire bilinguismo che non bilinguismu? Forse. Bisognerebbe indagare nella grande ricchezza del lessico sardo.

È un campo molto complesso questo dei prestiti. Tocca ambiti molto “tecnici”. E sensibilità, suscettibilità differenti.

Nominare le cose è un problema politico, anche: sicuramente intuisci la differenza che c’è, politicamente parlando, tra sa samunadora, sa sciacuadora, o semplicemente, sa lavatrice.

Fisiologicamente, e non per forza pericolosamente, il lessico è il settore delle lingue più esposto ai contatti, ai mutamenti. Forse non è poetico né patriottico ma il mondo cambia, tu non pensi come pensava tuo nonno, e non usi più sas petzas de pe’, ma le calze, sas midzas. I nostri antenati parlavano sardo, sardissimo direi, anche quando erano governati dagli spagnoli e assorbivano molto della loro cultura e quindi del loro lessico.

Ci sono poi altri settori delle lingue che, se intaccati, minano davvero l’esistenza di un idioma: la morfologia, la sintassi, per esempio.

Ma, direbbe Lucarelli, questa è un’altra storia.

So di non essere stata chiara ma spero almeno di averti confuso in modo costruttivo. Grazie.

P.s. forse questo link potrebbe aiutarti a sguazzare nella confusione: www.acalisa.org (S’Academia Campidanesa de sa Lingua Sarda)

[Santa Maria Coghinas] candelotti per un geometra

Ottobre 16, 2007 Giampaolo 1 commento
http://www.h4x3d.com/feat/themes/bomb.jpg
Non sono esplosi, avrebbero potuto provocare danni serissimi. Due candelotti di gelatina, di quelli utilizzati nelle cave, sono stati trovati davanti all’abitazione di Sandro Cossu, geometra dell’ufficio tecnico del Comune di Santa Maria Coghinas. Dopo l’allarme sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Valledoria, e gli artificieri del Comando provinciale di Sassari. Sempre nel sassarese giovedì scorso due candelotti di gelatina erano stati sistemati davanti all’ingresso di un bar di Sassari.

L’Unione Sarda – martedì 16 ottobre 2007 10:44 – Santa Maria Coghinas: candelotti per un geometra

*********
Che razza di civiltà è quella che permette, sostiene, avvalla queste cose?
Che razza di futuro è possibile immaginare in luoghi nei quali le controversie vengono risolte con la violenza, gli spargimenti di sangue?
Che libertà c’è nella paura, nella repressione violenta delle opinioni e delle scelte politiche e amministrative?

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Categories: NOTIZIE CATTIVE

[Cagliari] Limba sarda

Ottobre 16, 2007 adaspina 10 commenti

Si respirava aria da evento storico ieri a Cagliari in viale Colombo nei locali di “Antichi sapori”.

Risale al 27 settembre 2007 la notizia del Consiglio di circolo scolastico “Randaccio” di Cagliari che inserisce la lingua sarda tra le materie obbligatorie dell’offerta formativa 2007/2008.Iniziativa unica in Sardegna: la lingua sarda nel programma obbligatorio per tutti gli alunni e non in orario extrascolastico.

Ieri, lunedì 15 settembre alle 19, con la partecipazione del presidente della commissione cultura della Camera dei Deputati Pietro Folena a siglare il peso dell’evento, le associazioni I Sardi, S’Acadèmia Campidanesa de sa Lìngua Sarda, Eurominority, Iscola Sarda, il Centro studi “Emilio Lussu” hanno organizzato una conferenza sull’argomento.
Moderatore dell’incontro Claudio Cugusi, autore della proposta nella scuola “Randaccio”.

All’incontro, rigorosamente bilingue, sono intervenuti:
Oreste Pili, assessore alla pubblica istruzione del Comune di Capoterra, con un intervento sull’utilità della lingua sarda nella scuola;
Pietro Perra, vice-presidente dell’associazione internazionale Eurominority con un resoconto sulle esperienze di didattica del sardo;
Maria Antonietta Mongiu, assessore regionale alla pubblica istruzione è intervenuta sul tema della legge regionale 26 del 1997.
Nutrita la partecipazione di insegnanti, editori, studenti, e in generale di operatori del settore cultura e lingua sarda.

Giovanni Lilliu, invitato ma impossibilitato a partecipare ha comunicato il suo vivo entusiasmo per l’evento epocale che l’iniziativa della scuola Randaccio rappresenta nel percorso di tutela della lingua sarda e per la sua portata a livello mediatico.

**********

A sa fine de su mese passau su consizu de su cìrculu iscolàsticu “Randaccio” de Casteddu at postu in s’iscola elementare su sardu a matèria obrigatòria. S’idea est de Clàudiu Cugusi e dd’ant aprovada azumai a s’unanimidade.

Sa lìmba sarda ìntrat in sa scola a manera de limba ufitziale de a beru e a òbrigu po totu sos pitzocheddos a intro de s’òrariu de sas letziones.

Apitzu de s’initziativa de s’isola Randaccio, erisero, lunis su 15 a sas sete de sero in s’aposentu “Sapori di Sardegna” in viale Colombo, acanta de pratza Deffenu, s’assòtziu curturale I Sardi, s’Acadèmia Campidanesa de sa Lìngua Sarda, s’assòtziu intrenatzionale Eurominority, s’Iscola Sarda e su Centro studi “Emilio Lussu” ant organizau un’atòbiu presente puru Pietro Folena, presidente de sa Cumissione Curtura de s’ Istamentu italianu.

At amodàu Claudiu Cugusi, autore de sa proposta in s’ iscola “Randaccio”. Ant chistionau in sas duas lìnguas de s’atòbiu, sardu e italianu:Oreste Pili, assessore a s’Imparu Pùbricu de su Comune de Cabuderra, narande a ita serbit sa lìngua sarda in s’ iscola pùbriga.

Perdu Perra, visu-presidente de s’assòtziu europeu Eurominority at chistionau a pitzu de sa didàtiga de is lìnguas de minoria.

Maria Antoniedda Mongiu, assessore rezonale a s’Imparu Pùbrigu at chistionau a pitzu de sa leze 26 e at nau ite faet sa Rezone po azudare su bilinguismu.

Ant partetzipau maistros, professores, editores, istudentes, e zente meda chi triballat in cosas chi pertocant sa cultura e sa limba sarda.

Due depiat essere Zuanne Lilliu puru, chi mancari no siet pòtziu ènnere at mandau a nàrrere chi est meda sa cuntentesa sua po s’initziativa de s’iscola “Randaccio” e chi custa est una vittoria manna meda po Casteddu, a èssere istàppia issa, sa prima in Sardinna, a fàere custa cosa.

[Sardegna] Istruzioni per sfuggire alla routine sotto i 15.000 ab.

Ottobre 15, 2007 herrschwein 2 commenti

Inventa un mondo smaccatamente fittizio. Prendi la summa dei luoghi comuni sulla provincia statunitense e pensa la storia più mediocre, trita, che si possa trovare sotto la voce: biografia di una qualche punk band.

 

Pensa in inglese, se non puoi, immagina di farlo anche se ti ostini su un italiano più che stentato (perfeziona almeno la consecutio temporum). Immagina di trovarti nella periferia di una metropoli statunitense, di avere la porticina di legno sempre aperta sull’uscio di casa, e una vecchia ford amaranto, rugginosa e senza ruote parcheggiata sul vialetto. Se sei un tipo poco ambizioso o poco avvezzo a google earth, immagina di trovarti in qualche cittadina dimenticata del Wisconsin. Comunque preoccupati di individuare uno stato dai confini geometricamente ineccepibili, non è un particolare irrilevante. Continua a leggere…

[Suoni dallo Scoglio] RockSa.com

Ottobre 15, 2007 Giampaolo 1 commento

ROCKSA

C’è stato un momento nel quale il servizio offerto da  Rocksa.com non è stato disponibile. Però da qualche tempo il sito torna ad offire una panoramica completa e utilissima degli appuntamenti sonori (rock soprattutto, ma non solo) suonati in Sardegna. Se volete sapere che succede nel mondo sonante isolano andateci, ogni volta. www.rocksa.com

 

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