[Quartucciu] Vite Palestinesi_Rassegna cinematografica_15-22-29 nov 2009
presenta:
VITE PALESTINESI
Rassegna cinematografica con prime assolute
15-22-29 novembre 2009
Via Nazionale 102, Quartucciu (CA)
In un Libano che apre le proprie frontiere alla diaspora palestinese, tre registi non palestinesi testimoniano vicende di un popolo nella sua terra e nella terra d’esilio, dall’arrivo ai giorni nostri.
La rassegna presenta punti di vista diversi da quelli solitamente proposti in relazione al tema trattato, sia attraverso i film sia attraverso le testimonianze e gli interventi che verranno esposti nel corso delle serate.
Domenica 15 novembre 2009
“La Porte du Soleil” (2004)
Di Yousry Nasrallah, colore, 278′, (Francia, Egitto)
Lingua originale con sottotitoli in francese
La storia dei palestinesi, del loro viaggio forzato dai campi della Galilea al Libano nell’arco di cinquant’anni di durezze, speranze e amori. Raccontata attraverso le storie personali di Younès, combattente, trincerato in Libano, clandestino nel suo paese; di Nahila, la sua giovane sposa, in fuga senza fine con il suo popolo senza terra: di Khalil, che accudirà Younès, in coma, a Beirut; di Shams, che Khalil amava e fu giustiziata dai suoi compagni d’armi. Un film epico e corale, intensamente politico e poetico. Il film è diviso in due parti: La partenza e Il ritorno.
Menù ora del tè: tè alla menta e dolcetti al cocco
Menù cena: Lahn Biajin triangolini di carne e verdure, insalata mista
Domenica 22 novembre 2009 PRIMA VISIONE IN ITALIA:
“Refugees for life” (2006)
Di Hady Zaccak, bianco e nero, 48′, (Libano)
Lingua originale con sottotitoli in inglese
Attraverso l’esperienza di tre famiglie di rifugiati palestinesi che vivono nei campi di Tiro nel sud del Libano e un’attivista dei diritti umani, il film guarda alle loro battaglie quotidiane, alla loro aspirazione di comunicare con i loro parenti in Germania e al loro continuo attendere il ritorno in Palestina.
Menù ora del tè: tè alla menta e budino di riso
Menù cena: spinaci speziati e cous cous vegetariano
Domenica 29 novembre 2009 PRIMA VISIONE IN ITALIA:
“Kafr Kassem” (1973)
Di Borhan Alaouié, colore, 90′, (Libano)
Lingua originale con sottotitoli in inglese
Alla vigilia dell’attacco israeliano contro l’Egitto del 1956, Israele dichiara un coprifuoco sui paesi arabi senza avvisare la popolazione civile. È in questo scenario che avviene il massacro nel villaggio palestinese raccontato nel film, conosciuto come il massacro di Kafr Kassem. Gli abitanti del villaggio, facendovi ritorno dal lavoro durante il coprifuoco, vengono sorpresi dall’esercito israeliano.
Menù ora del tè: tè alla menta e dolcetti al cocco
Menù cena: hummus e zuppa di lenticchie rosse
Le proiezioni si terranno in via Nazionale 102 a Quartucciu, presso la sede dell’associazione
Ingresso riservato ai soci Arci*
Programma delle serate
primo spettacolo ore 17:30
secondo spettacolo ore 21:00
Ore 16:30 Presentazione del film davanti ad un tè e pasticcini mediorientali**
Ore 17:30 Prima proiezione
Ore 19:00 Aperitivo tra interventi e discussione sul film
Ore 20:00 Cena etnica mediorientale**
Ore 21:00 Presentazione del film e Seconda Proiezione
* per partecipare alle attività dell’associazione Italo Calvino è necessario diventare soci, a tal fine potrai visionare lo Statuto presso la nostra sede e richiedere di aderire all’associazione, ti rilasceremo la tessera Arci dell’Italo Calvino. La tessera Arci consente la partecipazione a tutte le iniziative dell’associazione I. Calvino, nonché a quelle degli oltre 50 circoli della provincia e di quelli di tutta Italia. Per info www.arci.it
Per avere la tessera dovrai versare euro 5,00.
Per la partecipazione alle successive proiezioni ti verrà richiesto un contributo pari ad euro 1,00
** potrai decidere di partecipare o solo alle proiezioni, oppure anche ai momenti di socialità prima e dopo le proiezioni:
il tè con i pasticcini mediorientali + proiezione + tessera Arci = euro 7,00
il tè con i pasticcini mediorientali + proiezione (se hai già la tessera Arci) = euro 5,00
la cena mediorientale (prenotazione obbligatoria) + proiezione = euro 10,00
per prenotare la cena invia un sms o chiama al 3288797301 o al 3200351088 entro le ore 13:00 del sabato immediatamente precedente alla domenica di proiezione
Informazione riservata ai soci arci: durante le serate sarà possibile, per i tesserati arci, consumare i prodotti del commercio equo e gli aperitivi.
Per ulteriori informazioni:
Tel. 3200351088, e-mail italocalvino.arci@gmail.com
[Nuraminis] L’alluvione è una passione.
Dopo l’intervista a Giorgio Plazzotta torniamo a parlare di alluvioni, allagamenti e affini. Ma lo facciamo senza scrivere. Solo con le immagini, che sono forse il modo più efficace di raccontarci.
Buona visione (… si fa per dire).
[Suoni dallo scoglio] Elena Ledda intervista Elena Ledda

La soprano di anima folk Elena Ledda, referente della musica sarda nel mondo, mercoledì scorso ha fatto un concerto nel prestigioso Palau della Musica Catalana all’interno del ciclo “musiche della Mediterrania”.
Ziddicca l’ha intervistata
Come descriverebbe la musica che fa a chi non la conoscesse?
Direi che è una musica sarda e mediterranea, che vorrebbe raccontare quello che è il popolo sardo in questo momento. Quando canto è questo che cerco di rappresentare.
E che cos’è la Sardegna di oggi?
Una piccola terra in mezzo al Mediterraneo, che soffre le stesse pene e ha gli stessi desideri di tutto il mondo e che si porta dietro una storia millenaria, una cultura ed una lingua oggi fortemente attaccate dalla globalizzazione.
Quindi la scelta di cantare in sardo – che nasce “istintivamente” essendo la lingua della sua infanzia - ha anche un valore politico e sociale?
Certamente col tempo lo ha assunto. Noi in questo momento abbiamo la necessità di esprimerci nella nostra lingua, di cantarla, di rappresentare la nostra cultura ed abbiamo anche il dovere di difenderla.
Quali crede che siano gli elementi che possono rendere la sua musica universale?
Io credo che già la musica fatta bene sia universale perché così è la lingua dell’arte è universale. Non ho mai avuto difficoltà, devo dire, a suonare a Singapore piuttosto che a Barcellona e che qualcuno mi dicesse “non ho capito quello che fai”. Quando tu rappresenti onestamente i tuoi sentimenti credo non ci sia bisogno di traduzioni.
Lei ha collaborato con artisti di tutto e il mondo e molto diversi tra loro (Noa, Richar Galliano, Lester Bowie, Andrea Parodi tra gli altri). Quali sono gli elementi, il punto di vista comune che vi unisce?
Onestamente credo quello dell’arte, della musica sia un mondo privilegiato. A me non è mai successo di sentire un musicista inneggiare alla guerra o parlare della superiorità di un popolo su un altro. Noi ci muoviamo nello spazio del dialogo – del compromesso, come in tutte le arti, aggiunge Simonetta Soro sua compagna professionale inseparabile - mentre il mondo fuori è sordo. Gli artisti riescono a dialogare. Perché i politici non si siedono, si guardano negli occhi e si ascoltano?
Magari perché non ne hanno l’interesse?
Forse non hanno le orecchie (risa).
[Cagliari] Mi sono nutrita_Monica Lugas_dal 6 al 21/11/’09

MI SONO NUTRITA
MONICA LUGAS
(mostra personale d’arte contemporanea)
dal 6 al 21 novembre 2009
ingresso libero
Spazio P
Via Napoli 62, Cagliari
Scivolava dal tetto e dalla grondaia, come liquame bianco, il fluido vitale, l’acqua che nutre, il latte che da la vita e la conserva. Nel centro storico del vecchio borgo di Sadali, le pareti imbiancate di un’antica latteria, dove il progetto nacque e prese la sua forma originaria, un tempo hanno accolto “Mi sono nutrita”, installazione ideata e realizzata da Monica Lugas, oggi in mostra presso lo Spazio P nel quartiere della Marina a Cagliari.
Emergono improvvisamente dalle pareti, per dare il nutrimento e la vita, decine di mammelle, si espandono in un anelito di speranza, porgono, offrendo se stesse, la propria essenza, portatrici dell’esistenza, facendosi portavoce di una natura benigna preoccupata per la crescita e la conservazione delle sue creature.
La natura è così plasmata dalle mani dell’artista che nel contatto con la materia trova la sua massima espressione. Nel trasferire il significato interiore nel processo di nutrimento, comunica con una poetica e un linguaggio surreale ma concreto al tempo stesso, l’importanza di un concetto atavico. A questo punto prende forma “Mi sono nutrita”, si profila l’immagine di un tutto che scorre e si anima e diventa l’unione indissolubile tra chi da la vita e chi la vive.
dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 24
(gli orari possono variare verificare sempre via telefono)
info@spaziop.it
[Nuoro] Museo MAN_Art Toys cercasi! Si richiede conferma entro il 15/11/’09
[ MAN_Art Toys ]

Dal 15 dicembre, il Museo MAN propone un’alternativa allo shopping natalizio, offrendo al pubblico la possibilità di scegliere un’opera, un pezzo unico all’interno del Museo.
Il MAN invita artisti e designer alla creazione di Toys: sculture-oggetti, pupazzi, personaggi dalle sembianze umane o animali, forme astratte autoprodotte.
Le opere saranno esposte e vendute all’interno del Museo.
Il prezzo è stabilito dall’artista, a cui andrà il 60% del ricavato mentre il restante 40% al Museo, che rimane però aperto ad altre eventuali proposte in merito.
Si richiede gentile conferma entro il 15 novembre 2009.
CONDIZIONI
• Gli artisti devono fare pervenire le opere al Museo entro il 5 dicembre 2009
• L’artista può produrre da n°1 a n°5 Toys
• Tecnica libera
Per maggiori informazioni: eventotoys.man@gmail.com
MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro
Via Satta 27, 08100 Nuoro
tel (+39) 0784 25211
orari 10:00-13:00 / 16:30-20:30 lunedì chiuso
www.museoman.it
[Capoterra] Un anno dopo. Intervista a Giorgio Plazzotta
L'Asilo di Rio S. Gerolamo: poteva essere una strage.
È passato poco più di un anno dall’alluvione che, il 22 ottobre scorso, ha colpito duramente Capoterra. Anche noi, nel nostro piccolo, ci eravamo occupati della vicenda, contribuendo alla mobilitazione per aiutare le persone colpite da quel disastro terribile.
Dopo un anno, torniamo sulla vicenda, e lo facciamo intervistando Giorgio Plazzotta, che è stato uno di coloro che nei mesi successivi alla tragedia ha cercato di mantenere alta l’attenzione sulla sua comunità. Giorgio è un informatico di professione e per hobby si occupa di pubblicazione telematica dal 1996, quando realizzò uno dei primi portali comunitari della Sardegna (www.isolasarda.it). Abitando a Capoterra, nella frazione di Poggio dei Pini, ha ideato due anni fa un blog dedicato a quel territorio (poggiodeipini.blogspot.com).
L’alluvione del 22 ottobre 2008 ha fatto sì che questo blog diventasse un importante punto di riferimento per la popolazione che voleva informarsi, capire ed incontrarsi. Un gruppo di persone conosciutesi nel blog ha così deciso di fondare l’Associazione 22 Ottobre e di impegnarsi concretamente per fare conoscere cosa è accaduto a Capoterra quel giorno e perchè, e anche per sollecitare affinché il territorio venga messo in sicurezza.
Ciao Giorgio, in primo luogo, per capire, per far capire proviamo a ricordare sinteticamente che cosa è successo un anno fa circa a Capoterra?
Si è verificato l’evento meteorologico più intenso mai registrato in Sardegna da quando esistono i pluviometri (1920). Certamente anche uno dei più intensi degli ultimi secoli. Su Capoterra sono caduti 450 mm di pioggia in sole tre ore. Si consideri che mediamente ne piovono 550 in un anno intero. In pratica sul capoterrese, in un’area piuttosto ristretta si è abbattuto un ciclone mediterraneo. Il bacino del Rio S. Girolamo, fiume che ha un regime torrentizio, ha raccolto questa vera e propria cascata d’acqua e si è ingrossato fino ad assumere portate (600 mc/sec alla foce) che lo hanno fatto diventare, per alcune ore, il secondo fiume più ampio d’Italia dopo il Po. Questa valanga d’acqua e di fango ha percorso i pochi chilometri che separano i monti dal mare travolgendo tutto ciò che ha trovato. Non solo alberi, pietre e cespugli, ma anche ponti e, nella zona della foce, anche molte case che sono state costruite in quello che viene definito “letto di piena” di questo fiume.
Quante sono state le persone colpite dall’alluvione?
Innanzitutto e prima di ogni cosa voglio ricordare le 5 vittime e le loro famiglie. Non c’è danno materiale che possa essere paragonabile alla perdita che hanno subito, ed è proprio perché non accada di nuovo una tragedia simile che alcuni di noi si sono mobilitati.
Tutti i 25 mila capoterresi hanno avuto danni più o meno gravi, perché nessuna infrastruttura era preparata a raccogliere quella quantità d’acqua. I disagi maggiori sono stati sopportati da chi abita nella zona esondata (circa 10 mila abitanti) ed in particolare nelle frazioni di Rio S. Girolamo, Frutti d’Oro 2 e Poggio dei Pini.
Sono state tutte risarcite?
Non completamente. La maggior parte ha avuto un risarcimento pari al 75% del danno subito, ma in alcuni casi, essendoci un massimale, questa percentuale è risultata inferiore. C’è da dire, tra gli aspetti positivi, che rispetto ad altre situazioni simili, i rimborsi sono stati erogati molto rapidamente dalla Regione Sardegna. Deve anche essere sottolineata la quasi totale assenza del governo italiano, che ha erogato una somma veramente esigua, solo 6 milioni.Se vi fosse stato un intervento più sostanzioso forse anche i danni, perlomeno quelli materiali, sarebbero stati risarciti in modo più consistente. Il fatto poi che tanti milioni di euro siano stati utilizzati per rimborsare le popolazioni danneggiate dovrebbe fare riflettere sul costo sociale che certe speculazioni edilizie hanno per la tasche di tutti i contribuenti.
Cosa nella vicenda è da imputare all’imprevidibilità della natura e cosa invece alla trascuratezza o alla mancata ?
Non c’è assolutamente niente che non fosse prevedibile. Il fiume è sempre passato di là. Quello era il suo alveo naturale. Ogni tanto se lo riprendeva. Ricordiamoci che ci sono state altre esondazioni minori nel 1985, nel 1999 e nel 2005, quindi ben più di un avvertimento. Un serio studio geologico della zona avrebbe evidenziato quale era il letto del fiume, ma ormai cerano già le case e quindi con un colpo di pennarello ecco che il rischio viene messo, tolto o spostato. Si è giocata un’assurda roulette russa spinta dalla speculazione edilizia sulle spalle della gente che ignara ha comprato la sua casa, spesso con i risparmi di una vita, in una zona a rischio. Qualcuno ha provato a dare la colpa alla natura, parlando di evento imprevedibile ed eccezionale e confidando sul fatto che la natura, i fiumi, i laghi, non possono replicare.
Prima o poi si pronuncerà anche la magistratura che applicherà le leggi dell’uomo, con tutti i loro cavilli, le eccezioni, le prescrizioni etc. La natura ha invece le sue leggi immutabili. Sarà meglio che impariamo a conoscerle e a rispettarle.
Sono stati portati a termine tutti i lavori di messa in sicurezza dei siti colpiti un anno fa? Ci sono ancora delle abitazioni che potrebbero rimanere coinvolte nel caso in cui dovesse verificarsi una nuova alluvione?
In realtà nessuno degli interventi finanziati sino al 15 ottobre scorso era destinato alla messa in sicurezza del territorio. I soldi non erano molti e le delibere riguardavano soprattutto interventi di urgenza sulla viabilità, sulle infrastrutture, sulle reti tecnologiche. Per questo motivo, qualora si verificasse una precipitazione di dimensioni analoghe, il rischio per le abitazioni che sono state allagate lo scorso anno è oggi lo stesso o ancora più elevato, dato che l’alveo si presenta in condizioni di maggiore degrado e con minore vegetazione.
Non dimentichiamo, poi, che la maggior parte delle vittime sono state travolte dalla furia dell’acqua mentre attraversavano strade con ponti inadeguati.
A proposito di opere non realizzate non posso non citare l’incredibile mancata costruzione del “Ponte di Pauliara” che costringerà, per il secondo inverno, i 500 residenti di un intero quartiere ad allucinanti pellegrinaggi nel fango. Solo l’ultimo stanziamento della Regione del 15 ottobre (35 milioni lordi) sarà destinato a interventi per la messa in sicurezza. Non si conosce ancora il dettaglio ma ci vuole poco per capire che quella cifrà non sarà sufficiente. Non so quindi quanto realmente servirà un intervento parziale a scongiurare il rischio.
Il disastro del 22 ottobre ha avuto delle conseguenze politiche? Ha cioè influenzato l’esito delle elezioni amministrative scorse a Capoterra?
Direi di no. A mio avviso la vittoria del centrodestra, che è stata piuttosto netta nel centro storico di Capoterra, ma incerta nelle frazioni, è legata soprattutto ad altri temi come ad esempio il rapporto della giunta Soru con il mondo dell’edilizia, settore che conta molti addetti in questo comune. Per quanto riguarda l’alluvione, i cittadini sono ancora choccati per quello che è successo e non hanno ben chiaro cosa sia successo negli anni ’70, quando sono stato commessi i gravi errori urbanistici che hanno portato alle conseguenze che tutti conosciamo. Si tratta comunque di eventi lontani difficilmente riconducibili alle formazioni politiche attuali. In questi casi ho l’impressione che, come dicono a Napoli, “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”.
Voi vi siete subito mobilitati per cercare di mantenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su “Capoterra”. In particolare che cosa chiedete?
Chiediamo che la messa in sicurezza del territorio e della popolazione venga effettuata nel più breve tempo possibile. Ci sono state molte perdite di tempo ed intoppi in questi 12 mesi e noi siamo spesso intervenuti per sollecitare gli enti all’intervento e per segnalare possibili azioni da effettuare.
Chiediamo che la cittadinanza non subisca passivamente decisioni calate dall’alto e che invece possa partecipare attivamente. Temiamo che le opere di messa in sicurezza utilizzino criteri non ecocompatibili trasformando l’alveo del S. Girolamo in un orribile ed invivibile canale di cemento e invitiamo invece a utilizzare le tecniche dell’ingegneria naturalistica, che lo trasformerebbero in un Parco, perlomeno nei tratti in cui questo è possibile. Chiediamo un progetto globale per il territorio che garantisca e incrementi la naturalità del territorio boschivo, preservato dalla desertificazione anche grazie alla presenza dei laghi collinari, perché è proprio questa naturalità che garantisce un minore impatto erosivo dell’acqua e riduce i sedimenti che vengono poi trascinati negli alvei.
È per questo che avete deciso di lanciare una petizione? A chi è rivolta, cosa chiede, dove la possiamo trovare?
Chiediamo al Comune di Capoterra e alla Protezione Civile di poter disporre di un efficiente Piano di Sicurezza compatibile con l’alto rischio che è stato assegnato a questo territorio.
Tra i vari attori di questa emergenza ce n’è uno che è stato clamorosamente assente. Il governo nazionale ha erogato solo 6 milioni. Sappiano che in occasione di altri disastri nazionali. L’intervento governativo è stato, e sottolineo giustamente, molto più cospicuo. Perché? Forse noi sardi siamo meno italiani? Oppure contiamo di meno elettoralmente? Eppure quei fondi, anche se tardivi, adesso servirebbero per completare quell’opera che la Regione sta iniziando. Forse una petizione online è un modo anomalo per chiede l’intervento dei decisori istituzionali, però’ è ora che i sardi (di destra, di sinistra, di centro, di sotto e di sopra) si sveglino a facciano sentire la loro voce anche in questo modo, perche no?
L’indirizzo della petizione è: http://www.petizionionline.it/petizione/sicurezza-per-capoterra/123
[Cagliari] Festivalscienza_Exmà_5-12 novembre 2009
[San Sperate] Centro, estremisti edili, paladini e merendine.
Scusate se la buttiamo sull’ironico, ma infondo è un po’ un dovere il non prendersi troppo sul serio, anche quando discutiamo di cose davvero serie come, ad esempio, un piano urbanistico. Qualche post fa abbiamo dato spazio all’intervento di Officine Vida che ha acceso una polemica merendaia per contestare le recenti modifiche alle norme di attuazione del PUC di San Sperate. Il post è questo qui, e comunque poi officinevida – manco era arrivato si era già stufato di scrivere qui – ha deciso di caricare molto altro materiale e approfondimenti a quest’altro indirizzo.
Le prese di posizione di Officine Vida, e quelle di altri a San Sperate, preoccupati per il destino del prezioso centro storico di quel Comune, hanno acceso il dibattito, sia in consiglio comunale che fuori. Dibattito che ora ha prodotto anche una netta e ferma posizione del vicesindaco e assessore all’urbanistica Fabio Lasio. Potete leggerne il testo integrale cliccando qui.
Come per quasi tutte le vicende, la verità – direbbe qualcuno - sta nel mezzo. Però, a noi i modi di dire e i luoghi comuni ci piacciono poco. E il centro ci piace anche meno, se non è storico. L’assessore urbanistico difende le scelte della sua giunta spiegando che loro non impongono nulla a nessuno. Cioè,sostanzialmente, rovescia i termini del problema, scrivendo: “L’arretramento è una facoltà del concessionario e non un obbligo, inoltre tale arretramento non deve obbligatoriamente dar luogo ad una viabilità avente sezione di 7,00 mt”.
Ma che vo’ dì? Ma che argomento è? Qui non si discute se l’allargamento sia obbligatorio o meno, ma si contesta la facoltà per il privato – se vuole – di farlo.
Il punto sta tutto là. Non nel centro.
O forse, guarda, probabilmente siamo noi che non capiamo. Un po’ perché siamo stupidi – e quelli che leggono questo blog lo sanno bene - un po’ perché siamo convinti di una cosa molto semplice.
Che il centro storico non va toccato.
E’ un bene culturale, con caratteristiche sue proprie le quali sono l’esito del sedimentarsi di una storia sociale sulla quale la discrezionalità e le sensibilità contingenti di tecnici e studiosi cittadini a noi coevi dovrebbe influire in minima parte.
Eppoi, gli interventi che vi facciamo debbono essere sempre reversibili. Perchè sennò perdiamo il manufatto o lo snaturiamo. E lo facciamo per sempre.
Son concetti di buon senso. Che però non hanno molta fortuna, forse perchè viviamo in un’epoca di estremisti edili.
Comunque, la parte più divertente ( che poi è anche quella con gli argomenti migliori) l’assessore la riserva ai suoi detrattori.
Inoltre, aggiungo che i riscoperti “paladini del centro storico” piuttosto che cavalcare l’onda, farebbero meglio, loro ed i loro compagni di merende (ex e non), innanzi tutto a verificare bene la portata delle norme di cui tanto si sparla e, soprattutto, a dare personalmente l’esempio, tutelando il centro storico ed evitando di realizzare serrande metalliche, balconi in aggetto su strutture moderne, portoni metallici basculanti prospicenti sulla viabilità storica etc. ..etc…. azioni che sicuramente non vanno verso il rispetto e la valorizzazione del nostro amato centro storico di cui tanto si riempiono la bocca!!!
Adesso tutti i cavalcatori di onde cadranno dalla tavola da surf e i merendaioli, colti con le mani nel sacco, smetteranno subito di porre questie questioni pretestuose. Adesso però, la smettiamo di parlare, altrimenti tutta sta roba di cui ci riempiamo la bocca, ci va di traverso ,eppoi, altro che merendare insieme.
[Cagliari-Pirri] FESTIVAL LEGGENDO METROPOLITANO_6-7-8 nov ‘09

LEGGENDO METROPOLITANO
ECCEZIONI E TRASFORMAZIONI
Si terrà a Cagliari , negli spazi della Vetreria e Città dell’Impresa di Pirri, dal 6 all’8 Novembre il primo Festival Leggendo Metropolitano “Eccezioni e trasformazioni”organizzato dall’associazione Prohairesis.
Il festival sarà inaugurato Giovedì 5 novembre alle 18,30 con la video proiezione- installazione di Matthew Barney “Drawing Restraint 9” con le musiche di Björk per la prima volta in Sardegna e per la prima volta in Italia con ingresso gratuito.
Il festival è una manifestazione che pone al centro la diffusione della lettura verso i giovani lettori e soprattutto i non lettori. Inoltre, all’interno della manifestazione vi sarà la premiazione di due concorsi dedicati ai giovani delle scuole superiori. Uno organizzato dall’Associazione Presìdi del libro della Sardegna e destinato ai giovani scrittori inediti e l’altro, organizzato dal CTM, che sostiene il festival anche fornendo degli autobus che partiranno ogni ora da piazza Yenne e da piazza Repubblica per tutti e tre i giorni di programmazione.
La tre giorni di incontri su eccezioni e trasformazioni ,il cui fil rouge è il tema “metropolitano”, vedrà a confronto, scrittori, filosofi, editori, lettori, musicisti, librai, giornalisti, organizzatori, attori, politici, fotografi, fumettisti che dibatteranno su questo affascinante tema.
Il festival comprenderà un grande evento musicale, 2 spettacoli teatrali, laboratori per bambini e adulti, un caffè letterario che funzionerà fino a notte fonda, con musica dal vivo, come bookcrossing zone.
PER SCARICARE TUTTO IL PROGRAMMA E
AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI
CLICCATE SU:
http://www.prohairesis.com/
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[Cagliari] LUCIDO SOTTILE_Luce/Buia cyber-porn_5-6 novembre 2009
LUCIDOSOTTILE
PRESENTA
LUCE BUIA – Cyber porn
Un viaggio tra corpo e tecnologia.
Questo spettacolo vuol essere un intrigante viaggio sulla relazione esistente tra corpo e tecnologia. La tecnologia, come l’arte, è inevitabilmente un riflesso della società che la produce. Non si tratta pertanto di un fenomeno neutrale, e nemmeno incontrollabile, ne di una forza autonoma a se stante, come sono soliti rappresentarla alcuni tecnofili. La tecnologia viene prodotta e si sviluppa secondo modelli sociali ed è riflesso di un sistema economico che regge equilibri di vita e interagisce in maniera dinamica con le popolazioni. Ben lontana dai nostri desideri è la volontà di stigmatizzare la tecnologia come sintomo di una società decadente e malata, al contrario intendiamo approfondire il curioso rapporto che si è creato tra la fisicità umana e l’apparato tecnologico, e di come questo rapporto sempre più sia presente nella vita, nella quotidianità, nella sessualità degli esseri umani. Quelle che ci interessano dunque, sono le tecnologie cosiddette cyborg, ovvero quell’ampia gamma di tecnologie bioniche (inserimento di dispositivi e strumenti di controllo meccanici ed elettronici nel corpo) destinate a riparare, accrescere e migliorare il nostro fisico. L’uso e l’abuso delle tecnologie ha trasformato la nostra specie, ha sviluppato in noi nuove attitudini, che ci hanno permesso di avere condizioni di vita e di lavoro straordinarie, modificando la “programmazione” del nostro cervello, con quelle dinamiche di assimilazione e accomodamento che ben conosciamo, creando nuove strutture comportamentali che si sono sviluppate e tramandate con la memoria dei geni. Tutto questo è accaduto secondo un disegno evolutivo che non è difficile da individuare se si guarda la storia sociale e tecnologica dell’uomo, che ha reso inevitabile la transizione da una società umana a una “postumana” e i processi che stanno trasformando l’uomo in un essere strutturato dalla tecnologia.
Fulcro centrale dello spettacolo sarà dunque la relazione tra carne, anima e computer. Tematica, negli anni sviluppata, trascesa, elaborata ed ampiamente digerita, soprattutto dalle società che più fanno uso della tecnologia (vedi le cybergirl giapponesi, erotici e inquietanti sextoys biomeccanici). Claudia Springer ha scritto: «La tecnologia non è sessuata; al contrario, le rappresentazioni della tecnologia spesso lo sono». Per la tecnologia, cosi come per una certa spiritualità tipicamente legata all’occidente cattolico, passa la rinuncia ai “piaceri della carne”. Così come il santo, per raggiungere l’intelligenza divina, abbandona il mondo delle sensazioni fisiche (sottomettendosi ad una varietà di castighi paradossali) e nella tortura e nell’umiliazione scopre un nuovo modo di intendere il piacere, così il cybernauta che si abbandona all’asettico sfolgorio dei monitor, trascende il piacere della carnalità e ascende in un opposto illusorio, dove la sessualità si rivela in una nuova gamma di feticci cyborg su quali proiettare le proprie brame erotiche insoddisfatte.
[Cagliari/Quartucciu] SIGNAL FESTIVAL 2009_4th edition_6-14 nov 2009
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SIGNAL FESTIVAL
4th edition
MUSICA D’AVANGUARDIA E LINGUAGGI COLLATERALI
CAGLIARI/QUARTUCCIU
6/14 novembre 2009
Musica d’avanguardia, sperimentazione, improvvisazione ed elettronica contaminati dalle ricerche contemporanee in campo visivo, performativo e live media. Giunto alla sua quarta edizione, Signal Festival prosegue il suo percorso all’insegna della trasversalità dei linguaggi. Tutti i progetti ruotano attorno alla necessità di investigare la materia sonora e l’esperienza pulsante di interazione con un contenuto artistico. Accanto alle performance live e alle installazioni, Signal rinnova la proposta di partecipazione, collaborazione e scambio di conoscenze anche con i workshop, incentrati sull’interaction design e sulle metodologie di produzione ed elaborazione audio/video.
Alessandro Olla
Direttore Artistico
[Quartucciu] Donne sull’orlo. Da non perdere.
Destinata ad una sicura distruzione/autodistruzione, l’eroina “negativa” è colei che, conscia della “devianza” del suo agire, vi indugia, subendone le conseguenze senza sottrarvisi, sapendo che il suo anelito di libertà, di auto-affermazione comporta un prezzo da pagare, a volte la vita stessa.
Lo spettacolo si propone di tratteggiare una galleria di anti-eroine, appartenenti al mondo del mito, della letteratura, del teatro, che, nel difendere la propria libertà, nell’affermare se stesse come esseri umani, hanno scelto la via del tradimento, dell’omicidio, dell’inganno, consce del fatto che, per loro, quello era l’unico modo per vivere/sopravvivere.
Da Clitennestra a Circe, da Medea a Salomè, da Lady Macbeth a Giovanna d’Arco, da Madame Bovary alla Lupa: streghe, assassine, dark ladies per scelta o per necessità.
Sorelle legate dal sangue. Loro. Di altri.
DONNE SULL’ORLO
Ritratti in nero di eroine in negativo
Scritto diretto e interpretato da Francesca Falchi
Prima nazionale
6-7 novembre 2009
Teatro Olata-Via Selargius 48
Quartucciu
Dato il limitato numero di posti è consigliata la prenotazione
3332579020
3924093432
[Sedilo] La prima donna che chiede di fare la Prima Pandela all’Ardia
Noi di questo blog – molti tra noi – siamo veri e propri fans dei lavori di Marina Anedda. E se lo siamo state pur certi che i motivi sono tanti e validi. A questi si aggiunge adesso Soul, il suo nuovo documentario dedicato alla prima donna che chiede di poter ricoprire il ruolo di “Prima Pandela” (Capocorsa) all’Ardia, del quale il video che avete visto è un breve estratto.
Soul partecipa in queste ora all’Astra Film Festival 2009, Competition Europa. E possiamo partecipare anche noi, nel senso che possiamo esprimere la nostra preferenza per il film di Marina. Insomma, possiamo votarla e sostenere il suo lavoro. Per fare questo c’è tempo fino al 30 ottobre 2009 e qui trovate le istruzioni per sapere come fare.
Forse, il tema da lei scelto per il suo lavoro, non merita la nostra attenzione e il nostro sostegno?
* * *
Visto che siamo in tema di documentari, ne approfittiamo per segnalarvi che è nato il Circuito del documentario in Sardegna, la cui prima edizione si terrà tra novembre e dicembre 2009; 11 le città coinvolte, 14 documentari selezionati per oltre 100 proiezioni.
Trovate tutti i dettagli qui.
[Ghilarza] Mese della Cultura, XXVII Edizione (25/10 – 29/11@2009)
Anche quest’anno, nonostante le numerose difficoltà economiche e l’indifferenza generale, si conferma l’appuntamento con il Mese della Cultura ghilarzese. Il sottotitolo dell’edizione 2009 è “culturalmente familiare” ad indicare che il tema portante è la famiglia, intesa come luogo dove avviene la prima formazione delle menti e delle coscienze e allo stesso tempo dove si sviluppano i conflitti.
Il tentativo si ripete, l’Amministrazione Comunale che da cinque anni governa il paese cerca ancora una volta di trovare tematiche che possano coinvolgere un numero maggiore e più variegato di persone. Questo perché negli anni, ed è onesto dirlo, il Mese della Cultura ha sempre subito giudizi negativi, a volte molto pesanti.
Quando si è cercato di aprirlo a tematiche più generali, di interesse globale (ricordo una bellissima conferenza presenziata dal rappresentante degli Indiani d’America) alcuni hanno storto il naso, come se si dovesse dare spazio solo a realtà di casa nostra. Oggi invece è il contrario, lo si trova troppo settoriale, dedicato solo a ridotte categorie (vedi l’anno in cui il tema era l’infanzia).
Dal mio punto di vista, e penso sia un punto di vista privilegiato, visto che lo seguo da più di 15 anni, ciò che manca è una buona progettazione, un gruppo di lavoro che abbia una visione puntuale e approfondita degli appuntamenti, persone capaci di prendere contatti con personalità di rilievo, un’apertura e un lavoro costanti, a questo punto, qualsiasi sia la tematica sarà sviluppata con serietà. Questo forse anche quest’anno è mancato ma va apprezzato il lavoro svolto per garantire l’appuntamento.
Vi segnalo due appuntamenti molto interessanti. Il primo, sabato 28 novembre alle ore 18 presso l’Auditorium Aldo Moro, il Convegno e dibattito “Lingua sarda e famiglia”. Relatori: Prof. Maurizio Virdis, Dott. Antonio Arca e Dott. Antonello Carai. Interventi Musicali della tradizione sarda con la partecipazione del Coro di Voci Bianche Eleonora d’Arborea di Oristano.
Il secondo, domenica 29 novembre, ore 16.30 presso la Torre Aragonese. Conferenza “Dalla morte alla vita – la famiglia alla ricerca dell’immortalità” a cura dell’Associazione Archeologica Orgono. Relatori: Dott.ssa Pierangela Defrassu e Dott.ssa Anna Luisa Sanna.
Potete scaricare il pieghevole con il programma completo della manifestazione sul sito www.comune.ghilarza.or.it oppure cliccando qui
[Cagliari] DìA DE MUERTOS_31 ottobre 2009

DìA DE MUERTOS
31 ottobre 2009
Tattoo Mexican Family
Piazza del Carmine 22
CAGLIARI
La Tattoo Mexican Family è lieta di informare che il prossimo sabato 31 Ottobre 2009 dalle ore 11.00 alle ore 14.00 avrà luogo la celebrazione del “Día de Muertos” nel Palazzo Chapelle, in piazza del Carmine 22 a Cagliari.
In quella sede sarà possibile vedere il tradizionale “Altar de Muertos” realizzato per questa solennità. Verra’ offerto pan de muertos e saranno spiegati i simbolismi dell’’attuale commemorazione di questa’antica celebrazione, che ha una relazione molto stretta con il sincretismo delle radici precolombiane e con la cultura della morte in Messico.L’invito è rivolto a tutte le persone desiderose di ampliare la conoscenza di queste tradizioni .

www.myspace.com/tattoomexicanfamily
info@tattoomexicanfamily.com
Tattoo Mexican Family
Piazza del Carmine 22 – Cagliari
Orari: 15:00 – 20:00 dal Lun.al Ven.
10:30 – 13:00 Sab.
0708571414+ 3405618556
























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