[Nuraminis] Una petizione per chiedere un nuovo sito Comunale.

firma e fai firmare

Sono anni ormai che ne parliamo. Il sito internet di Nuraminis è una schifezza. Non solo non è in grado di offrire nessuna risposta alle esigenze che ne motivano la stessa esistenza, ma è perfino dannoso all’immagine del paese. Non c’è bisogno di dare altre spiegazioni: basta entrarci.

Girava voce – oltre un anno fa – che un nuovo sito comunale fosse in procinto di essere pubblicato. Però il dominio nel quale con buona probabilità sarebbe dovuto sorgere (che è questo qui) giace ancora deserto.

Allora, siccome noi siamo dei rompiscatole, noiosi, presuntuosi, fastidiosi e bla, bla, bla abbiamo deciso di predisporre una petizione, diretta al Comune di Nuraminis per chiedere di rimediare subito, anzi prima di subito, a questa deficienza comunicativa che è valsa la partecipazione del sito istituzionale del Comune ad un concorso per siti comunali nella categoria “orrido oggettivo”.

Firmiamo numerosi. La trasparenza nella comunicazione è fondamentale. È il primo passo per una cittadinanza partecipata e veramente protagonista.

Ecco il link per leggere alla petizione e firmarla: Per l’E-Governance nel Comune di Nuraminis

[Ai naviganti] Tanti auguri. A modo nostro.

Auguri a quelli che si son dimenticati che Gesù era un migrante, un profugo, che fuggiva dalla persecuzione, dalla fame e dal freddo. Tanti auguri di buon Natale a quelli che non si ricordano, non sanno o non hanno capito che il presepe è in realtà fatto solo di extra-comunitari e che lo è anche Babbo Natale, extra-comunitario.

Tanti auguri a chi usa la religione come strumento di lotta politica. Auguri a chi vorrebbe fare della sua morale una legge che vincoli anche chi ne ha una diversa. Tanti auguri a chi ha l’ultima parola sulla vita e la morte delle persone e sul loro dolore. Tanti auguri alle teocrazie, che uccidono i dubbi e le persone che le mettono in discussione.

Tanti auguri a chi si fa esplodere in un centro commerciale o in una banca, trascinando in quel gorgo che lui chiama martirio persone innocenti e inermi.

Auguri a chi è inerme, ma non è inerte. A chi lotta per un’idea, che cambi anche solo un piccolo pezzo di mondo. Auguri a chi ha tanti nemici e auguri anche a chi è amico di tutti.

Auguri alle donnine nude dell’home page dell’Unione Sarda, a quelle del nostro presidente del Consiglio e alle migliaia che allietano le serate di milioni di maschi italiani. Auguri a chi si scandalizza, a chi giudica, a chi fa il moralista e non si mette mai in discussione. Auguri a chi vive la vita degli altri e a chi non ha la forza di vivere nemmeno la sua.

Auguri a chi ha avuto il coraggio di partire e a quelli che invece hanno l’eroismo di restare.  Auguri a chi si impegna per il proprio paese e a quelli che invece lo usano per i propri tornaconti personali. Auguri a chi se ne frega, a chi pensa solo per sé, auguri a chi ruba agli altri, a chi truffa, a chi lo fa sapendo di farlo. Auguri a quei banchieri che sono ancora là, dopo tutto quello che hanno fatto. Auguri ai monopoli, alle corporazioni professionali, a chi vive di rendita, a chi il libero mercato lo vuole solo per gli altri. Auguri a quelle ragazze che hanno quei contratti di lavoro che se rimani in cinta sei fuori.

Auguri agli operai licenziati, a quelli che non hanno mai visto il lavoro che gli era stato promesso. Auguri allo stato assistenzialista, auguri ai partiti e ai sindacati, qualsiasi cosa siano diventati oggi. Auguri a chi vuole che tutto rimanga così com’è, a chi pensa che la politica sia fare il tifo per qualcuno o venerare qualcun altro. Auguri a quelli che “si stava meglio quando si stava peggio”.

Auguri alle cave, ai dissesti idro-gelogici, ai laghi di cianuro. Auguri a quel paese che va in tilt per un po’ di neve, ma facciamo il ponte sullo stretto. Auguri alle piste ciclabili inesistenti. Auguri alle centrali nucleari, anche se da trent’anni non abbiamo un piano energetico nazionale. Auguri a chi svende il paesaggio per tre voti o cinque buste paga, auguri a chi accetta tutto così, come se nulla fosse.

Tanti auguri a chi muore ammazzato in carcere, magari solo per aver voluto rivendicare un suo diritto. Auguri a chi viene accusato ingiustamente, sbattuto in galera e diffamato. Senza che nessuna legge lo tuteli, nemmeno quelle ad personam.

Auguri ai garantisti a tempo pieno e pure a quelli a ore alterne, auguri a chi fa le riforme senza annunciarle, auguri agli affabulatori televisivi e a chi crede loro. Auguri a chi va ancora dai maghi a farsi leggere il futuro e auguri a chi è mago.

Auguri perché ciascuno di noi, nell’anno che viene, trovi un momento da dedicare agli altri, al diverso, a rendere questi posti e questi luoghi migliori di come li abbiamo trovati. E auguri anche a chi non vorrà farlo.

Auguri davvero a tutti, de coru.

[Cagliari] Pop Wisdom Pirellas

POP_WISDOM

ANTONINO SODDU PIRELLAS


Dal 21 dicembre 2009 al 9 gennaio 2010

Cafè Savoia

Via Savoia 14, Cagliari

Inaugurazione: 21 dicembre 2009, ore 20

Ingresso libero

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[Samugheo] Storie di Sardegna

Ci sono molti modi per conoscere i luoghi. Vivendoli. Visitandoli. Leggendoli. Oppure semplicemente immaginandoli attraverso i racconti delle persone e sulle persone. Osservando i solchi sulle mani, le voci, i sorrisi o con un po’ di immaginazione chiudendo gli occhi e guardando.

Ci sono storie di uomini e donne della Sardegna che devono essere raccolte prima che il tempo si mangi paesi e ricordi e gli alberi di fichi si impossessino delle vecchie case in trachite, in argilla, in basalto o in ladari. Storie che si devono sommare alle nostre vite per ricordarci sempre da dove veniamo e cosa siamo stati. Qualcosa che  si deve a questa terra.

La provincia di Oristano è piena di questi luoghi e di queste storie. Qui il 53% dei comuni (47 su 88) ha meno di 1000 abitanti e il suo tasso di anzianità ci dice che per ogni giovane con meno di 15 anni vi sono 2 anziani che ne hanno più di 64 (sebbene in molti centri questi dati siano ancora più drammatici, come per esempio a Sorradile, dove ci sono quasi sei anziani per ogni ragazzo con meno di 15 anni). Non pare quindi strano che sia proprio al centro  di questa provincia che  si trovi la bidda più piccola di tutte – Baradili – con appena 91 persone che vi abitano – 49 uomini e 42 donne – sparse fra le vecchie case color ocra, qualche murale e un’insegna  bianca con su scritto Pizzeria al ranch che fa sentire un po’ west quando lo si attraversa.

Fra questi paesi che si spopolano, le cui anime migrano verso le coste o dall’altra parte del mare, o che semplicemente muoiono per l’età che si portano dietro, ve n’è uno al centro dell’impronta, che si aggrappa ai monti che ha alle spalle e punta i piedi sulle colline di fronte. In questa provincia ai confini con quella di Nùoro, c’è un paese che fa parte della terra di mezzo, o per dirla in limba, est terra ‘e mesania, che fino agli anni ’50 era completamente isolato e che da questa condizione ha tratto nel tempo la sua forza e la sua capacità di (r)esistere ed andare avanti. Questo luogo si chiama Samugheo, dal catalano San Migeu, San Michele.

Ed è da questo paese, che conosco più degli altri, che mi piace iniziare per parlare di uomini e per raccontare piccole storie di Sardegna.

Come tanti altri centri dell’isola, gli anni dopo la guerra sono stati difficili, il paese era povero, si conosceva la fame, la fatica del vivere e dei piedi scalzi. Restare significava affrontare questa realtà – de famene - come racconta chi l’ha vissuta o decidere di partire per dare una possibilità a se stessi e alla famiglia che restava.

Era il 1952 quando Gerolamo Zucca – classe 1930  - lasciò il paese, direzione la miniera di Faulquemont, dipartimento delle Moselle, nord della Francia al confine con la Germania, 42 km da Metz, 483 da Parigi.

Il viaggio fu lungo: Samugheo, Cagliari, Porto Torres, Genova, Milano, Francia, fino a giungere a Faulquemont cité, città dormitorio nata attorno alla miniera, che accoglieva lavoratori di tutta Europa per estrarre il carbone.

La miniera io non l’ho vissuta, l’ho ricostruita attraverso le immagini in bianco e nero dei minatori curvi, con il viso sporco e con i corpi nudi, degli incidenti di Marcinelle o quelle più recenti degli ultimi minatori del Sulcis. Tante volte provo ad immaginare cosa possa voler dire lavorare in miniera, scender sotto terra, sapendo che la superficie è lontana, che la luce è lontana.

Da samughese cerco di ricostruire e pensare al viaggio di questo compaesano: la partenza, la traversata lunga due giorni, il distacco, il mondo oltre il finestrino del treno, l’arrivo, il clima diverso…più freddo, lingue sconosciute. Mi domando dei suoi pensieri, della paura, del primo giorno sotto terra, delle parole pensate e forse dette, chissà, nella nostra lingua.

Faulquemont 1956 - Gerolamo Zucca (secondo da sinistra) con quattro compaesani

La sua è una storia di sicuro simile a tante altre storie sparse per l’isola e per il mondo ma che da sempre è stata presente nella mia vita, raccontata da chi è tornato, da chi ci parlava della miniera e della corrispondenza con la madre Susanna rimasta in paese, di rime, poesie, pensieri, paure, il tutto riportato sulla carta di tante lettere e poi di bocca in bocca, fino ad arrivare a noi più giovani. Fra le cose che scrisse questa che segue è quella che racchiude tutto.  Vita, morte, paura, dovere, nostalgia, solitudine e speranza. È stata scritta da un sardo quasi 60 anni fa, ma attualissima per i tanti di noi che ancora partono e per i tanti migranti che giungono.

“…tanta bortas ne tenzo pagu gana si bi penzo mi tremede d’ognia pilu, ishtare d’ognia notte in kussa tana est a bivere kei su conillu. Terra a terra comente a s’arrana, logu ki no ke passat unu fillu e puru est de obrigu a ke passare e a sa menjus mi deppo arranzare…”

[Cagliari] 2° Salone dell’editoria e del libro sardo_18-23/12/’09

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2° Salone dell’Editoria e del Libro Sardo

Passeggiata Coperta Bastione Saint Remy

Galleria Umberto I, Cagliari

18-23 dicembre 2009

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[Cagliari] Museum Guerrilla #01_Lazzaretto S.Elia 19/12/’09

“Museum guerrilla” è un nuovo concept party di Basstation, al passo di iniziative come Seaside Vibe realizzata alla fine della stagione estiva, nel quale l’arte diventa protagonista di appuntamenti estemporanei al ritmo delle sonorità elettroniche di dj e produttori cittadini invitati a partecipare.

Museum guerrilla avrà luogo sabato 19 Dicembre 2009 presso il “Centro comunale d’arte e cultura di S.Elia” a Cagliari.

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[Nuoro] Museo MAN_Art Toys | Art Shop 15/12/’09-10/01/’10

[ MAN_Art Toys | Art Shop ]

15.12.2009 – 10.01.2010

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Dal 15 dicembre al 10 gennaio, in concomitanza con la mostra di Fabrizio de Andrè, il museo MAN propone un’alternativa allo shopping natalizio, offrendo la possibilità di acquistare un pezzo originale, un oggetto urbano proposto dai nomi affermati dell’arte e del design e dalle generazioni di artisti più giovani. L’allestimento creato per l’occasione, pone a confronto 40 idee, un’unica corrente che si muove su un crinale tra illustrazione e arte, graffiti cartoon e fumetto.

Inaugurazione il 15 dicembre 2009, ore 18:00 – L’evento è gratuito


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MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro

Via Satta 27, 08100 Nuoro

tel (+39) 0784 25211

orari 10:00-13:00 / 16:30-20:30 lunedì chiuso

www.museoman.it

Bookcrossing Sardegna 2009 – Libri in libertà

Serendipità non è fra le parole più utilizzate nella lingua italiana. Viene definita come  la capacità di rilevare e interpretare correttamente un fenomeno accaduto in modo del tutto casuale durante una ricerca orientata verso altro campi di indagine, un po’ come quando cercando l’agenzia delle entrate ci si imbatte in un angolo di città sconosciuto! Un fortunato incidente, come viene detto nel film Serendipity; chi lo ha visto sa che di mezzo c’è un libro che passa di mano in mano, che percorre città, attraversa luoghi e vite e poi giunge fra chi lo “attendeva”.

Bookcrossing Sardegna 2009, come si legge nel sito ufficiale della manifestazione, consiste nella liberazione di libri allo scopo di poterne seguire il viaggio attraverso i commenti di coloro che li ritrovano. L’idea di base è di rilasciare libri in vari ambienti, urbani e non, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altre persone e poi essere nuovamente messi in circolazione.

Nell’iniziativa vi è dunque uno spirito di avventura curiosità, associati alla passione per la lettura e alla voglia di condividere parole, pagine ed emozioni.

Per poter partecipare occorre registrare il libro sul sito, inserendo i dati principali e ottenendo il codice identificativo unico, il BCID.

L’iniziativa è partita in Sardegna il 4 dicembre, con un progetto dall’Assessorato della Pubblica Istruzione e dei beni culturali in collaborazione con la Libreria Internazionale Koinè, e proseguirà con le seguenti tappe: il 12 dicembre al mercato di San Benedetto di Cagliari, l’11 gennaio 2010 alla cantina ME.SA di Sant’Anna Arresi, e il 14 dello spesso mese alla stazione dei treni di Macomer.

In occasione di ogni evento sarà presente un gazebo informativo con delle postazioni internet per l’etichettatura dei libri e l’eventuale “rilascio”.

(Rif. http://www.bookcrossing.com/http://www.bookcrossingsardegna.it/)

[Quartucciu] Festival Calvino_12 dicembre ‘09_h 21:00

L’associazione Italo Calvino presenta:

Festival Calvino


“La giornata di uno scrutatore”

di Italo Calvino

pagine scelte, lette da Mario Faticoni

Sabato 12 dicembre ore 21

via Nazionale 102, Quartucciu

Commento musicale di Adriano Orru
(in collaborazione con Scenica)

Ingresso Libero e gratuito

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[Cagliari] 99 Click + 1 Fotografie, Storie d’Incanti_11/12/’09-13/01/’10

99 CLICK +1 FOTOGRAFIE

STORIE D’INCANTI


Dall’undici dicembre 2009 al 30 gennaio 2010

Ghetto degli Ebrei

Cagliari


Venerdì 11 dicembre 2009 alle ore 18,00 presso il Centro Comunale d’Arte e Cultura Il Ghetto, a Cagliari, ci sarà l’inaugurazione della mostra “99 click + 1 Fotografie, storie di incanti”

Tra i Click chiamati in causa per descrivere la parabola ascendente della fotografia nel XX secolo possiamo citare lo scatto “verista” d’oltre oceano Alabama farm interior (1936) di Walker Evans, il mitico Bacio all’Hôtel de Ville (1950) di Robert Doisneau, una delle foto più riprodotte degli ultimi sessant’anni, i Funerali di Gandhi (1948) del maestro della “street photography” Henri Cartier-Bresson, l’inquietante Teenage couple on Hudson Street N.Y.C. (1963) di Diane Arbus o ancora uno dei celebri lavori di distorsione allo specchio di André Kertész. C’è anche la Migrant Mother del 1936 di Dorothea Lange, testimonianza documentaria sul trionfo dell’istinto di sopravvivenza umano filtrato dalla sensibilità psicanalitica dell’autrice.

Autori:

Claudio Abate, Berenice Abbott, Diane Arbus, Eugene Atget, Richard Avedon, Allen B. Stern, Gianpaolo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Margaret Bourke-White, Bill Brandt, René Burri, Larry Burrows, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Mario De Biasi, Robert Doisneau, William Eggleston, Alfred Eisenstaedt, Elliott Erwitt, William Eugene Smith, Walker Evans, Franco Fontana, Robert Frank, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Allen Ginsberg, Paolo Gioli, Charles Harbutt, Horst P. Horst, Mimmo Jodice, Yousuf Karsh, Seydou Keïta, André Kertész, William Klein, Alberto Korda, Josef Koudelka, Dorothea Lange, Jacques Henri Lartigue, Herbert List, Fulvio Magurno, Robert Mapplethorpe, Steve McCurry, Luciano Mellace, Tina Modotti, Ugo Mulas, NASA-Armstrong, Helmut Newton, Irving Penn, Franco Pinna, Pierluigi Praturlon, Ferruccio Rampazzi, Man Ray, Alexander Rodchenko, Ivo Saglietti, Sebastiao Salgado, Jan Saudek, Ferdinando Scianna, Tazio Secchiaroli, Enzo Sellerio, Cindy Sherman, Stephen Shore, Elio Sorci, Ettore Sottsass, Edward Steichen, Alfred Stieglitz, Paul Strand, Nick Ut, Franco Vaccari, Andy Warhol, Sabine Weiss, Edward Weston, Minor White

La mostra sarà visitabile sino al 31 gennaio 2010.

Ingresso: 3 euro; (ridotto 2 euro; gratuito con Karalis Kard)

CONTATTI:

Centro Comunale d’Arte e Cultura Il Ghetto

Via Santa Croce, 18 Cagliari

Tel +39 070 6670190
Fax +39 070 6401730
e-mail: ilghetto@camuweb.it

Orario invernale:
dal martedì alla domenica dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 – Chiuso il lunedì

Fonte:

http://infopointcagliari.wordpress.com/

http://www.exibart.com

[Fuoriusciti] Chi vive a Tiana campa cent’anni

foto tratta da Repubblica.it

Come a ricordarci che forse qualche motivo c’è per non andarcene tutti dalla nostra isolaccia preferita, ecco in mostra a Bruxelles le foto di alcuni dei nostri sardissimi centenari, scattate da Marco Bottari durante un mese di viaggi alla scoperta dei luoghi degli anziani.

La “zona blu”, ossia il paradiso dei centenari identificato dallo studio Akea da cui il progetto fotografico è partito, è la parte centro-orientale dell’isola e comprende tutte le aree montagnose del centro Sardegna.

Le ragioni precise di questa eccezionale longevità non sono ancora chiare. I geni contano, certo, ma – cito Repubblica – pare che la lunga vita dipenda solo per il 30% da fattori genetici. Pare anche che la malaria ci abbia fatto un favore, a suo tempo, facendo sopravvivere e riprodurre i più forti tra noi e perpetuando i migliori patrimoni genetici che avevamo a disposizione.

Il resto, però, sarebbe dovuto allo stile di vita salutare di chi vive nei nostri amati-odiati paesini di montagna, al cibo che mangiamo e al ruolo della famiglia e della socialità di bidda nel mantenere le persone sane e attive mentalmente e fisicamente anche in età più che avanzata. Insomma, quella trappola della passeggiata quotidiana verso lo zilleri per evitare la quale tanti di noi sono partiti forse ci salverebbe la vita?

Per vivere più a lungo, fa bene essere pastori o agricoltori e vivere in una bidda in collina. Pensateci, gente, mentre respirate lo smog di Cagliari o quello di Milano, o scivolate in bicicletta tra i fumi della spazzatura bruciata nelle vostre amate e (teoricamente) incontaminate citta tropicali. Volete o no campare cent’anni?

[Nuraminis] Il Grande Fratello è qui.

Altro che Alessia Marcuzzi. Anche il Grande Fratello, quello vero, quello che ti scartavetra gli occhi se solo inizi a leggere il poderoso “1984” di George Orwell, pure quello, dicevo, farebbe una faticaccia a stare dietro a quello che ha recentemente preso cittadinanza nel cuore pulsante di Nuraminis.

Eccolo, il nostro nuovo grande fratello in formato psycho-rurale, guardatelo nelle nostre foto pubblicate su gentile concessione di Fabio. È nato (forse) per arginare la straripante vitalità del centro abitato campidanese, che in più di un’occasione ha rischiato di degenerare in manifestazioni dal tumultuoso sapore anarcoide e border line.

Bene ha fatto Il Potere Costituito a porvi argine con un occhio elettronico capace di stroncare sul nascere ogni vagito di cialtroneria giovanile.

Finalmente un po’ d’ordine dirigista, finalmente un po’ di pulizia socialista. Finalmente anche noi abbiamo il nostro pulivapor delle coscienze.

Era ora. Cribbio.

* * * * * *

Per Bacco. Quei sovversivi di Nuraminis hanno perfino aperto uno spazio su facebook per celebrare l’avvento del Grande Fratello (noto in bidda come Su Fradi Mannu) a Nuraminis. Per chi di voi ha facebook e ci vuole entrare basta cliccare qui.

http://it.wikipedia.org/wiki/George_Orwell

[Quartucciu] Energie e Sensi_11 e 18 dicembre 2009

[Arezzo] Concorso “Corti in Creative Commons” seconda edizione_iscrizioni entro il 30/06/’10

1. Monica Mazzitelli [Molly Bloom Productions] in collaborazione con l’Associazione culturale In Prospettiva -organizzatrice del Copyleft Festival 2009 di Arezzo- e con RING – forum registi indipendenti, indicono la seconda edizione del Concorso per Cortometraggi denominato “Corti in Creative Commons”.

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[Ghilarza] Accoglienza fa rima con conoscenza

I nostri monumenti e la nostra storia faranno la fine dell’aviaria? Ovvero ciò di cui non si parla non esisterà più? Secondo la legge non scritta del “l’ha detto la tv” forse avverà così, proprio come avviene nel caso di pandemie, scandali politici e personaggi tv con dubbia professionalità. Mi spaventa da sempre la mancanza di stupore e conoscenza davanti alle cose, alle volte ci vuole solo un piccolo “aiuto”. Vorrei introdurvi un’iniziativa semplice, essenziale direi, proprio perché si sostituisce ad un’assenza di informazione.

Il Comune di Ghilarza e in particolare l’Assessorato al turismo hanno predisposto la creazione di  pannelli turistici (in italiano e inglese) posti in corrispondenza dei principali luoghi d’interesse e di attrazione del paese (luoghi di culto, archivio storico, circoli ricreativi, associazioni culturali). In questi pannelli sono riportate informazioni storiche, territoriali (cartine e indicazioni stradali) ma anche le indicazioni necessarie all’accoglienza e alla ricezione turistica.

Spesso i nostri centri non sono pronti ad accogliere i turisti che io stessa vedo vagare nei periodi estivi, macchina fotografica alla mano desiderosi di qualche approfondimento in più.  Ma sono convinta che gli stessi ghilarzesi abbiano apprezzato quest’iniziativa semplice che ci aiuta ad essere più consapevoli e  capaci di “raccontarci” agli altri.